Giuseppe Alfredo Berritto – Il Tempio di Iside a Pompei

di Vesuvioweb

A Pompei, durante gli scavi che portarono alla luce l’antica città, fu fatto un ritrovamento veramente eccezionale che, a parte studiosi ed archeologi che ne hanno compreso l’importanza, è passato quasi sempre sotto silenzio. I motivi della scarsa divulgazione è, probabilmente, da attribuirsi alla sopravvenuta cultura cattolica che ha sempre ostacolato la conoscenza del passato per il timore di un ritorno alla cultura classica o pagana. Durante questi scavi, iniziati nel 1785 sotto il regno borbonico ed a cura del sovrano dell’epoca Ferdinando IV di Borbone, venne alla luce un tempio pagano dedicato alla dea Iside. Il suo culto nasce sul delta del fiume Nilo ed è una divinità egizia. Nell’antichità ebbe notevole diffusione sulle aree che si affacciavano sul Mediterraneo, diffondendosi prima nella cultura greca e successivamente in quella romana. Uno dei templi maggiori dell’antichità fu eretto a Benevento, sotto l’Impero di Deocleziano. Quando nei secoli successivi si ebbe l’affermazione della religione cattolica ed una sua notevole diffusione tra le popolazioni, queste località furono “bonificate” nel senso che tutto ciò che rappresentava il mondo pagano o fu assorbito dalla nuova cultura od esorcizzato ed espulso come un male da estirpare.

 

Benevento, forse proprio perché era sede del più grande tempio isiaco fu additata quale luogo di perdizione e fucina di streghe malvagie. Il luogo fu avvolto in un’alea di mistero ove avvenivano le maggiori nefandezze del demonio che si serviva della figura femminile per tessere le sue trame. Come al solito la figura femminile fu messa al centro del nefando impero del mefisto incuranti del fatto che questo potesse rappresentare un forte discriminazione del mondo femminile che ancora oggi ne è oggetto. Per molti, Benevento fu indicato quale luogo misterioso e punto di raccolta ove convenivano le streghe per i loro incontri satanici e lussuriosi. La fantasia popolare poi ne accrebbe a dismisura il fenomeno che col passare degli anni si alimentava di paranoie collettive e racconti visionari sempre più eccessivi ed arricchiti di apparizioni soprannaturali.

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