Cronaca religiosa dall’eruzione del Vesuvio del 1794

di Vesuvioweb

Di

Aniello Langella

Erano illuminate dal fuoco della lava le terre dei Tironi, quando la cittร  si vide accerchiata dal fuoco. Lo stesso giorno, il 18 giugno del 1794 bruciavano i vigneti della parte alta della cittร  di Torre del Greco. E nella notte la lava alta quasi 4 metri su un fronte minaccioso lungo quasi 600 metri, iniziรฒ a scendere verso il mare. Da lรฌ a poco avrebbe invaso il cuore urbano della cittร , distruggendo tutto. Invase durante la notte il grande slargo di Capotorre, si allargรฒ verso est andando a distruggere i palazzi e le chiese del centro, tra cui Santa Croce.

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Proseguรฌ durante la notte e nelle prime ore dellโ€™alba per la Strada Comizi per poi guadagnare il mare. Un inferno di fuoco bruciava sulle case di Torre. Impattรฒ, quella sproporzionata massa di lava, ciรฒ che di piรน caro cโ€™era allora nellโ€™animo dei toresi: il cuore religioso della cittร . Crollarono Santa Croce, la chiesa dellโ€™Assunta, Santa Maria delle Grazie, Santa Maria del Principio e San Michele Arcangelo. Sepolte per sempre sotto quel masso lavico fluido che nei giorni successivi e fino al 24 giugno, continuรฒ a mutare per effetto del raffreddamento aereo e del contatto con il mare.

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