Rǝqwarǝsjéllǝ
Di
Silvio Falato
Essendo il nostro “qwarǝsjéllǝ” tutto di un pezzo, senza porticine né aperture, quando si era completamente riempito o quando, per un fatto straordinario, si aveva impellente bisogno di denaro, per impossessarsi del prezioso contenuto, era necessario spaccarlo. Era un momento magico e lo si viveva con tanta partecipazione anche delle persone più care. Si assestava sulla parte superiore del “caroamico” un sonoro colpo di martello e, come d’incanto, si sprigionavano, rotolando fuori, monete di tutte le grandezze e le tante agognate banconote. Poi con calma e con l’aiuto del nonno o di altro familiare si provvedeva alla conta. Dal punto di vista linguistico, il nome italiano dell’oggetto è abbastanza chiaro: “salvadanaio” vale “che conserva il denaro”, salvandolo dal minaccioso
consumismo.
Silvio Falato – Rǝqwarǝsjéllǝ – vesuvioweb 2019