L’epigrafe della morte A.D. 1343 – L’epigrafe della morte – Una tempesta spaventosa spazza il litorale vesuviano

di Vesuvioweb

L’epigrafe della morte A.D. 1343 – L’epigrafe della morte – Una tempesta spaventosa spazza il litorale vesuviano

Di

Aniello Langella

Un raro documento scultoreo ed epigrafico, del secolo XIV, dove il racconto è popolare, allegorico e si mescola al lirismo, raccontando una storia vera. Spunta dalla grandiosa raccolta epigrafica e scultorea della città, un documento marmoreo che racconta una storia vera accaduta agli inizi del secolo XIV. Il documento venne murato nella Chiesa di S. Pietro Martire, nei presi del mare a testimoniare che la storia che raccontava, doveva in qualche modo rimandare a quel tratto di costa e ad una circostanza cronologica singolare. La lastra a bassorilievo poi venne trasportata nei depositi del complesso monumentale di San Martino ed è catalogata con il numero 2497. Si tratta di una lastra in marmo, scolpita a bassorilievo dove al centrano campeggiano due figure: a sinistra la morte e a destra il committente. In basso alcune figure umane, tronche, ammassate le une sulle altre a simboleggiare la morte stesse. Intorno al manufatto, con un fine decorativo e documentativo, un’iscrizione latina. Ma ciò che colpisce in particolare è il dialogo, che si sviluppa tra i due personaggi di primo piano e questo viene rappresentato come fumetto, ossia come parola che viene scandita dalle bocche dei due. A sinistra la morte, che viene rappresentata da uno scheletro con due corone sulla testa, a simboleggiare la superiorità regale, sia in terra che nel mondo dei defunti. Nella mano destra un cuore appena strappato dal petto di un vivente e sulla sinistra un’aquila, simbolo anch’esso di regalità, potenza e superiorità nel mondo animale. Sta ritta in piedi, la morte davanti al committente e sovrasta figure umane accasciate su se stesse, carcasse senza vita. Di fronte un uomo, anch’egli in piedi, i cui abiti ci dicono del suo censo. Le sue scarpe sono elegantissime. Tiene tra le braccia un sacco gonfio di monete e lo porge alla morte in un gesto di offerta. Si guardano i due figuranti e si parlano. Campeggia al centro un messaggio scolpito nella pietra che recita, nella lingua di quei tempi, un volgare di ispirazione latina: …

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