ร noto che molti, forniti di fervoroso e ostinato spirito municipalistico, classificano la parlata napoletana come una โlinguaโ, etichetta di fronte a cui esterniamo i nostri dubbi, pur consapevoli di suscitare forse un vespaio. a) Prima obiezione: perchรฉ siamo soliti definire โdialettoโ (e non โlinguaโ) il romanesco, il milanese, il genovese, il veneziano ecc., e invece dovremmo valutare diversamente il linguaggio tipico della cittร cara alla ninfa Partenope?
20 Carlo Iandolo – Pillole Linguistiche Napoletane – Napoletano, lingua o dialetto – vesuvioweb
Del resto come giustificare – se non come ravvisandovi due ben differenti possibilitร linguistiche- che in ogni regione esiste una dicotomia espressiva fra lโuso corrente e istintivo del dialetto di contro al piรบ pretenzioso ricorso alla cosiddetta โlingua italianaโ? b) Fondamentale รจ poi il significato di โlinguaโ, che presuppone un estensivo concetto geograficamente ampio e unitario, garante dโun uso colloquiale e dโuna comprensione scrittoria comuni e completi nellโintero arco della penisola da parte di tutte le generazioni, laddove il dialetto ha restrizioni di spazi e del numero di utenti.1 Pertanto, anche se forse non puรฒ disconoscersi che il napoletano ha una diffusione geografica e conoscitiva maggiore rispetto agli altri dialetti (in base al teatro, al cinema e alle canzoni), tuttavia non gode della fondamentale fase dellโuso โparlatoโ di tipo comune nellโarco peninsulare, per cui si arrocca in unโespressivitร del tutto e solo regionalmente settoriale.
