L’eruzione, che molti conoscono come la piรน devastante dopo il 79 d.C., fu preceduta da eventi premonitori tipici, ma forse di intensitร e durata maggiore rispetto ad altri eventi vesuviani: forti terremoti e deformazioni del suolo, ad esempio. Questi iniziarono intorno alle 7 del mattino del 16 dicembre, e, nello stesso momento, sul fianco sud occidentale del Vesuvio si apriva una grande frattura. Da questa profonda ferita del manto terrestre iniziรฒ a fuoriuscire una colonna eruttiva che si proiettรฒ verso lโalto per 13 – 19 km.
Aniello Langella e Armando Polito – L’eruzione del 1631 negli epitaffi di Portici e Torre del Greco – vesuvioweb
Fu questa colonna altissima di prodotti vulcanici che diede luogo alla caduta di blocchi di roccia e lapilli nelle zone poste ad est e nord-est del cratere. Nella notte tra il 16 ed il 17 dicembre tutta la zona vesuviana era in preda a scosse telluriche ed esplosioni. Intorno alle 10 del mattino del 17 dicembre iniziarono a discendere dalla vetta del Vesuvio i flussi piroclastici che presero la strada dei paesi posti alle falde del vulcano. Tali flussi entrarono in mare ed ebbero il massimo impatto territoriale nei comuni di Torre del Greco e Torre Annunziata. Tutta lโarea era in preda ad una โnotte vulcanicaโ a causa della coperturaย massiva del cielo e allโoffuscamento conseguente del sole. La catastrofe non si fece attendere e nella stessa notte iniziarono a discendere dal vulcano i lahars e le colate di fango, queste ultime generate dalle abbondanti piogge, che si erano abbattute su tutto il vulcano e le sue cittร . Oltre 4000 persone persero la vita. Migliaia di animali dispersi e migliaia di ettari di terreno coltivato per sempre sommersi da fango e prodotti piroclastici. Le case distrutte, le strade ricoperte di prodotti alluvionali. La popolazione in preda al panico, al terrore. Nelle pagine che seguono leggeremo una piccola parte della storia di questa eruzione e tenteremo di comprendere alcuni fatti che avvennero lungo la Strada Regia delle Calabrie.