Gli studi antropologici del Capasso (1) hanno dimostrato che durante lโeruzione vesuviana del 79 d.C. molti ercolanesi perirono, in quanto investiti da flussi piroclastici ad altissima temperatura. Si erano rifugiati al riparo dei fornici dellโarenile della cosiddetta โArea Suburbanaโ della cittร . Discesero come disperati, in unโangosciante corsa lungo i cardi per raggiungere lโarenile, dove forse avrebbero sperato e anche agognato lโaiuto dal mare. Ma anche questo elemento della natura si era ribellato a loro e cosรฌ, travolti dallโira del Vesuvio avevano trovato proprio sotto quegli archi la loro tragica fine. Gli studi antropologici compiuti sui resti ossei degli ercolanesi a circa 2000 anni di distanza da quel tragico evento, avevano messo in luce molte delle malattie di questi uomini e avevano anche accertato le modalitร del decesso in base ad attentissime indagini forensi.
Aniello Langella – Il Vesuvio uccise anche ostruendo le vie respiratorie – vesuvioweb
… Ma i resti ossei possono dire poco circa i parenchimi e se riescono a dirlo, lo fanno con riserve e relative certezze. La presenza di un rachide anchilosato con fusione delle vertebre toraciche, poteva dirci ad esempio molto dellโetร del soggetto, moltissimo sulle attivitร lavorative, tantissimo su eventuali e possibili eventi traumatici. Ma una rigiditร del rachide cervico dorsale รจ anche indice di possibili problematiche respiratorie. Un rachide, infatti che non conserva una buona funzione articolare, puรฒ compromettere anche la dinamica ventilatoria e causare patologie sia dellโalbero respiratorio che del parenchima polmonare stesso. Tra i fuggiaschi di Ercolano sono stati ritrovati giovani e anche anziani tutti accomunati dalla stessa tragica sorte e tra questi, alcuni soffrivano proprio di queste patologie ossee che come abbiamo detto hanno effetti indiretti sulle dinamiche della respirazione.