La voce greca compare nel Vecchio Testamento (Tobia, 3, 17) e il suo corrispondente latino berรนllus/berรฝllus รจ attestato, fra gli altri, da Plinio2 (Iยฐ secolo d. C.) e da Properzio (Iยฐ secolo a. C.), Elegie, IV, 7, quando il poeta canta lโapparizione in sogno della donna amata morta da poco. Ne riportiamo, al nostro fine, solo i versi 1-103.
Sunt aliquid Manes: letum non omnia finit,
lucidaque evictos effugit umbra rogos.
Cynthia namque meo visa est incumbere fulcto,
murmur ad extremae nuper humata viae,
cum mihi somnus ab exequis penderet amaris,
et quererer lecti frigida regni mei.
Eosdem habuit secum, quibus est clata, capillos,
eosdemque oculos; lateri vestis adusta fuit;
et solitum digito beryllon adederat ignis,
summaque Lethaeus triverat ota liquor.
Armando Polito, Vincenzo Marasco, Aniello Langella – Berillo di Oplonti – vesuvioweb
Contano qualcosa le anime dei defunti: la morte non pone
fine a tutto
e unโanima splendente sfugge ai roghi (da lei) sconfitti.
Infatti Cinzia mi apparve china sul mio letto,
lei che poco prima era stata sepolta tra il mormorio
dellโultimo viaggio,
mentre il mio sonno era sospeso alle esequie di un amore
e mi lamentavo dei freddi regni del mio letto.
Aveva gli stessi capelli con cui fu sepolta,
gli stessi occhi; sul fianco la veste era bruciacchiata
e il fuoco aveva intaccato il solito berillo al dito
e lโacqua del Lete aveva consunto le sue gote.