Ritornando alla lingua osca e alle vicende legate al suo popolo, ricordiamo che la parlata sannita si radicรฒ abbastanza bene nelle nostre contrade e la sua fioritura durรฒ secoli. Solo nel 290 a. C. terminata rovinosamente per noi la terza guerra sannitica, tutta la regione compresa tra Campania, Molise e Lucania passรฒ nelle mani dei Romani, quei conquistatori che col loro valore giร preannunciavano di essere destinati dal Fato a dominare il mondo. Questo benedetto popolo laziale, da contadino e pastore, si stava trasformando in reggitore e regolatore dei destini delle diverse genti, grazie non solo alla sua virtรน militare, ma anche alla trovata di latinizzare a tutti i costi le regioni sottomesse con le armi…
Silvio Falato – Storie di Lingua – Arrivano i latini conquistatori – vesuvioweb
… infatti ai soldati che avanzavano nelle terre conquistate seguivano sempre eserciti di maestri, che avevano il compito di insegnare, imponendola con tutti i mezzi, la lingua di Roma. Basta dire che, nelle terre sottomesse, coloro i quali volevano intraprendere una carriera civile o militare dovevano conoscere necessariamente il latino. ร naturale che gli esponenti delle classi agiate si preoccupavano che i loro figli fin dallโinfanzia imparassero la lingua dei dominatori. E cosรฌ anche lโosco, seguendo la sorte delle lingue dei Volsci, degli Equi, degli Etruschi e via via di tutti i popoli che furono travolti dallโimpeto della conquista romana, dovette malvolentieri cedere il passo alla nuova cultura, fino a diventare,anche per i piรน bassi strati della popolazione, espressione secondaria, lingua di sostrato.