Di
Aniello Langella
E mentre il barone con la famiglia si avviavano alla casa in alto al terzo piano, Rosa pulรฌ tutto; rimosse quegli escrementi e lavรฒ le cime. Non lo fece di buon cuore. Poi sedette ad attendere il marito che scendesse e tra sรฉ e sรฉ pensรฒ:
–ย ย Sissignore รจ vvero ca avimmo โa rispettร u cane pโu padrone, ma a coppola โi maritome no! Nisciuno lโha dda tuccร . Nisciuno! E ppoโ nu nomme cchiรน quequero โi Topazia sโu putevano truvร .
Terminรฒ lรฌ lโamaro pensiero di Rosa. Scese Pasquale che vide la moglie davanti al magazzino. Si guardarono; lui con il broncio e lei con un sorriso solare come mai; gli stese le braccia e sullโuscio della bottega si abbracciarono e si strinsero. Voltarono le spalle alla strada rientrando nella bottega. Lui non disse nulla, ma lei:
–ย ย Topazia. Ma che ccane โi mmerda
Santa Lucia luntana – Di Aniello Langella – vesuvioweb 2016.pub