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Ed eccoci ad un tratto come per magia catapultati in via Fontana nei primi anni sessanta come a proseguire il viaggio a ritroso nel tempo iniziato con un altro mio racconto su via Liberta. Ci assale subito una ridda di voci scherzose, neanche fosse una melodia, e rimaniamo incantati dallโandirivieni di donne con bambini, le prime con dei grandi fiaschi, i secondi , invece, con catini di ferro zincato variopinti che con una cantilena briosa vanno a prendere lโacqua alla Fontana. Anche mia nonna mi ci portava, โguagliรณ, chesta รจ acqua ca fa bbene รป fegatoโ diceva. Poi quando piรน in lร negli anni chiusero le fontane, sempre con un fiasco, andavo io sulla banchina, dove tuttora รจ, a prendere per lei la stessa acqua che adesso da un tubo si tuffa in mare.
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Giovanni Ruotolo – Via Fontana, la memoria ritrovata – vesuvioweb 2017.pub