Di
Marcello Erardi
Dove era il tempio di Marte presso le mura di Napoli, fu edificato in tempo antichissimo una chiesa dedicata a S. Michelarcangelo a Morfisa ed un monastero dei primi monaci Basiliani, i quali tenevano pure un’ospedale. Morflsa รจ cognome d’antica famiglia napolitana. Circa l’anno dell’edificazione del Monastero dei Basiliani si crede da qualche scrittore il 721, a tempo del Duca di Napoli Esilarato; ma anche ciรฒ si mettesse in dubbio, esiste in Cesare d’Engcnio documento dell’ affitto d’una terra appartenente a tale Chiesa per ducati 12 annui, affitto formato al tempo di Basilio Imperatore (1002) contemporaneo di Silvestro II (ved. A. D. 721). Questa chiesa era ove sono le prime cappelle, entrando nella chiesa attuale di S. Domenico, dalla parte della scala grande, e che forse s’ estendeva fino alla cappella della famiglia Carafa, ove รจ ora il SS. Crocifisso.
L’antico monastero รจ la parte del locale adjacente alla chiesa, e l’ospedale era appresso. Nel 1115 in questo monastero passarono i Benedettini a tempo del pontefice Pasquale. Federico lรฌ Svevo avendo fondata un’ universitร vicino a questo monastero (ved. A. D. 1226) con l’opera dell’ arcivescovo di Napoli Pietro Sersale, e col consenso del Papa Gregorio IX, nel 1231 stabilรฌ qui una casa di frati mendicanti dell’Ordine de’Predicatori, sin dal 1213 fondati da S. Domenico Gusmano perchรจ tenevano i Benedettini tante altre case. In questa chiesa di s. Michele Arcangelo a Morfisa , la famiglia Brancaccio aveva la sua cappella gentilizia, e che poi edificรฒ s. Angelo a Nilo come verrร detto nell’epoca propria A. D. 1384. Divenuti i Domenicani padroni di s. Michele Arcangelo a Morfisa, quella chiesa prese il nome di s. Domenico, e venne consacrata da Alessandro IV il 5 gennaro 1255, Pontefice eletto in Napoli nel 1254, che fu il successore di Innocenzo IV. In questa antica chiesa stava il SS. Crocifisso innanzi del quale orava S. Tommaso d’ Aquino , ed una volta avvenne verso l’ alba del giorno di Capodanno (forse 1255), che fra Giacomo da Caserta videlo elevato due braccia da terra dove era inginocchiato, e poi sentรฌ dire: Bene seripsisti de me Thoma quam ergo mercedem accipias? Rispose S. Tomaso: non aliam nisi Te ipsum. Questo quadro sta ora nella cappella dei Carafa e dei Sangro che fa antica chiesa di S. Giorgio, che fu un tempo delle famiglie Bevania, e Marra. I Domenicani all’ alba solennizzano questo portentoso colloquio in ogni capo d’anno. Non รจ da mettersi in dimenticanza, che nel giorno del capodanno del 1536 stando in Napoli l’imperatore Carlo V intervenne per questa funzione in S. Domenico ove assistette alla Messa , ed intese il sermone del Frate Ambrogio da Silva , che l’insinuรฒ di prendere le armi contro i Luterani lo che fece l’Imperatore. II pulpito di questa chiesa antica sta nell’ attuale refettorio di S. Domenico. Carlo II d’Angiรฒ a 6 gennaro 1289 pose la prima pietra alla magnifica chiesa e monastero di S. Domenico, trovando assai angusta quella, che tenevano i domenicani da poco stabiliti in Napoli. Questa chiesa e sontuoso monastero, Carlo dedicรฒ a S. Maria Maddalena; ma poi si รจ chiamata S. Domenico, dai domenicani che l’abitavano. Vi รจ la statua della Maddalena sul principio della scala del monastero, fin dal tempo dello stesso Carlo. Carlo II dispose morendo , che il suo corpo si fosse portato in Provenza , nel monastero delle domenicane di Nazaret; ma che il suo cuore fosse rimasto a S. Domenico , ciocchรฉ venne eseguito; ed i domenicani grati a tante munificenze, gelosamente lo conservarono. In tempo dell’ occupazione militare venne portato altrove. In questa chiesa furono sepolti diversi Principi della real casa d’Angiรฒ, cioรจ Filippo quartogenito di Carlo II d’Angiรฒ, principe di Taranto, ed imperatore di Costantinopoli il quale morรฌ nel 1332. Giovanni duca di Durazzo principe di Morea signore di Monte Sant’ Angelo conte di Gravina , ottavo figlio di Carlo II, morto il 6 aprile 1335, Pietro figlio di Filippo d’Angiรฒ, Maria di Cipro seconda moglie del re Ladislao. Nel 1456 un gran tremuoto rovinรฒ la chiesa, ed anche questi sepolcri che stavano nel coro. Rifatta la chiesa a cura dei nobili di Napoli, vi furono quelle lapide rimesse; ma in diversi luoghi. Molte casse mortuarie di Sovrani d’Aragona e Principi reali erano pure in diversi siti della chiesa; ma per ordine di Filippo I di Spagna, essendo vice re il conte di Miranda D. Giovanni Zunica furono tutte raccolte nella sagrestia nel 1594, e collocate acconciamente sopra delle tribune come ancora adesso stanno1.
Siย vedeย ancoย unaย scritturaย diย concessione,ย fattaย lโannoย 1271ย daย Pietroย Sorrentino arcivescovo di Napoli, della chiesa di SantโAngiolo a Morfisa alli frati predicatori, hoggi detta San Domenico, ove sono sottoscritti molti canonici, tra i quali molti sottoscritti โcanonici cardinalesโ…San Domenico รจ una nobilissima chiesa nota a tutti, sita nella regione di Seggio di Nido, fondata circa lโanno mille dalla fameglia Morfisa, sotto titolo di SantโAngelo a Morfisa, con un hospetaleย perย liย poveriย infermi.ย Fuย poiย concessaย daย papaย Paschaleย IIย lโannoย 1116ย aโย monaci delโordine di san Benedetto, et in processo di tempo fu dal prencipe Carlo, figlio del re Carlo Primo dโAngiรฒ,ย ampliataย lโannoย 1150ย eย ridottaย aย migliorย forma,ย dedicandolaย ancoย aย Santaย Maria Maddalenaย diย cuiย essoย eraย divotissimo,ย conย fondarviย ancoย unoย monaste
rioย diย monache,ย diย cuiย sino hora se ne vede la porta sopra di cui vi sta dipinta lโimmagine di Santa Maria Maddalena, havendovi
essoย diย propriaย manoย collocataย laย primaย pietraย benedettaย dalย cardinaleย Gerardo vescovoย sabinese, alli 6 di gennaio 1283, come si nota nella bolla di papa Martino IV, dotandola di ricche entrate2.
Ma che che sia, che questo convento stando nel luoco ove hora รจ posto il Castel Nuovo fusse poi statoย trasferitoย dalย reย Carlo,ย edificatorย delย castello,ย inย questoย luogo,ย neancheย passaย senzaย qualche difficoltร ,ย poichรฉ,ย quandoย questoย monasterioย fusseย statoย tantoย anticamenteย inย Napoliย oย suo distrettoย fondatoย quantoย diconoย iย sopradettiย autori,ย nelleย processioniย etย altreย publicheย funtioniย i francescani precederiano aโ domenicani, mentre, in quanto alla precedenza che attendere si deve fra le quattro religioni deโ mendicanti, sโattende lโantichitร del tempo della loro venuta e fondatione deโ loroย monasteriiย fattaย inย Napoli,ย nonย havendoย iย fratiย domenicaniย inย Napoliย primaย dellโannoย 1231 havutoย propriaย chiesaย eย monasterio,ย essendogliย daโ monachiย benedettiniย colย consensoย delย legato apostolicoย eย dellโarcivescovoย diย Napoliย nelย dettoย annoย concedutaย quellaย diย SantโArcangeloย a Morfisa,ย dettaย poiย comeย alย presenteย diย Sanย Domenico,ย benchรฉย iย medesimiย domenicaniย mandati fusseroย inย Napoliย aย predicarviย laย parolaย diย Dioย finย dallโannoย 1227ย dalย ponteficeย Gregorioย IX, habitandoย ย perรฒย ย comeย ย hospitiย ย conย ย gliย ย altriย ย padriย ย benedettiniย ย nelย ย dettoย ย loroย ย monasterioย ย di SantโArcangelo a Morfisa, come piรน pienamente si legge appresso del medesimo Engenio, trattando dellaย chiesaย eย conventoย diย Sanย Domenico;ย eย benchรฉย nel Martirologio franciscanoย siย dichiย cheย il beatoย ย Agostinoย ย dโAssisiย ย morisseย ย inย ย Napoliย ย nellaย ย Campagna,ย ย eย ย ciรฒย ย ancheย ย dettoย ย havesseย ย il Tossignano,ย ondeย parย cheย necessariamenteย intendere siย debbiaย cheย morisseย nelย monasterioย che allโhora era in piedi, cioรจ ove hora รจ il Castel Nuovo, mentre non puรฒ verificarsi in questo ove sta al presente, fondato dal re Carlo I nellโanno 1268 o 1270, come dicono i sopradetti autori, essendo il gloriosoย sanย Francescoย mortoย nelย 1226,ย nelย qualย annoย morรฌย ancheย ilย beatoย Agostino,ย nรฉย anche verificarย potendosiย cheย avvenisseย nellaย chiesaย diย Sanย Lorenzo,ย comeย ilย disseย fraย Geremiaย Bucchio nelle Conformitร di san Francescoย al libro 1ยฐ,ย al frutto 8ยฐ e conformitร folio 83, et al frutto 11ยฐย e conformitร ย folioย 156,ย mentreย questoย conventoย fuย fondatoย moltiย anniย dopoย dellaย morteย diย san Francesco,ย comeย nelย dettoย luocoย ancheย narratoย habbi
amo,ย poichรฉย nonย viย sonoย mancatiย altriย gravi autori che non giร in Napoli vollero che morisse il beato Agostino, ma bensรฌ nel monasterio di San Pietroย diย Capua,ย traโย qualiย รจย ilย Tossignano,ย ilย qualeย asseveratamenteย affermaย nellaย dettaย chiesa ritrovarsi il suo corpo, ove รจ tenuto in molta veneratione nella tribuna, nella quale sta anche dipinta tutta la vita di esso beato3.
Bibliografia
- Della cittร di Napoli dal tempo della sua fondazione sino al presente. Di Francesco Ceva Grimaldi, Napoli 1857, pagina 147 e succ.
- Catalogo di tutti gli edifizi sacri della cittร di Napoli e suoi sobborghi entro il 1643. Di Giovanni Antonio Alvina
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Aggiunta allaNapoli sacra dellโEngenio CaraccioloNapoli, entro il 1689. Di Carlo de Lellis