Capri 1794

di Vesuvioweb

Capri 1794

A cura di

Aniello Langella

Fatta dal conte Castone della Torre Rezzonico nel 1794

Il giorno 29 di Aprile alle ore nove partii da Napoli col sig. Hadrava, coll’ ab. Romanelli e coll’ ingegniere Melvasi, per vedere l’isola di Capri, che da lungo tempo desiderava indarno di potere a mio bell’ agio trascorrere, impedito mai sempre da rinascenti ostacoli or sulla terra, ora sul mare. Venne ancora con noi il mio Pietro e D. Gio. Montefuscoli napolitano scolare di D. Alessandro d’ Anna pittore. Il tempo fu piacevolissimo ed il vento fresco abbastanza, cosichรฉ giungemmo all’ isola in tre ore, e mezzo. Andammo ad alloggiare dal governadore D. Emanuele Diversi Piacentino, che da dodici anni vi risiede. Dalla sua loggia รฉ vaghissimo il prospetto del mare, dell’ isola, che la sua montuositร  rende varia ad ogni passoย  e corsa da tortuosi viottoli, e piena di amenitร  per gli arbusti rigogliosi e per le piante; ma le rupi orgogliose ed a perpendicolo imminenti e sulla cima dentate qual lunga segaย  ed in piรน luoghi aperte in orribili caverne, formano una scena severa, e malinconica, e tutta sparsa di quella solenne maestร , che la selvaggia natura offre all’acuto filosofante, qual veridico testimonio di sue antichissime vicende . L’ aerea, ed audace scala tagliata nel vivo sasso per salire ad Anacapri si vede a sinistra, e spaventa il pensiero cogli ardui suoi giri, che portano sopra un precipizio alto da 1800 piedi. Andammo alla casa dell’inglese Thorold ora Canal, e molto sdegno eccitommi contro il possessore la pietra, che serve di soglia , che vidi incisa di cubitali grecanici caratteri ornai dal continuo calpestio corrosi, e detriti, ma non obliterati interamente per la loro profonditร , laonde vi potei leggere:

cioรฉ Gneus Megacles Patronus Pestanorum. A mia richiesta il sig. Hadrava impose al suo ingegniere Melvasi di ottenere da’ sigg. Canal quella pietra, sostituendone una simile pel limitare senza iscrizione, la quale mi meraviglio, che l’inglese Thorold non vedesse, anzi ne la lasciasse porre nella fabbrica della sua bella casa. Dalla loggia si scuopre una vista differente da quella del governadore e molto piรน estesa, abbracciando tutto il cratere di Napoli, che si presenta nel fondo in azzurre lontananze seminate di biancheggianti edifizj. Intanto fu allestito il pranzo, che da Napoli convien recare in buona parte, non essendovi macello nell’ isola. Avevamo a ciรฒ provveduto ampiamente ed oltre i rifreddi squisitissimi da me recati, e le carni, e le ben nudrite pollanche, vi furono buoni pesci dell’ isola ed i volubili macchรจroni. Andammo subito dopo pranzo a Castiglione, che fu il primo scavo fatto dal sig. Hadrava. Quantunque fossero ricoperte le stanze principali, e rimessa di giร  la vigna, raccolsi agevolmente dagli altri scavi e da un largo recipiente d’ acqua, e molto piรน dalla forma circolare dadata al luogo, tagliando intorno collo scarpello i solidi macigni, che qui da Tiberio fu costrutto un giocondissimo Ninfeo. Perciรฒ non dubitai di affermare, che questa villa era dedicata all’ equoreo Nettuno. Gran piede fanno all’ opinione mia gli stucchi di marini mostri, e di alati genj, che finiscono in guizzanti code di pesci, che qui furono ritrovati. Dippiรน distintamente si scuopre alla sinistra del circolo un forame, donde scorrevano le acque, e parte dell’ imbuto o canale di cotto si puรฒ rinvenire, togliendone le macerie, che l’ingombrano e l’hanno turato. Alcuni pavimenti di semplicissimo musaico in quadretti bianchi ornano ancora una camera, e qualche residuo d’intonaco dipinto, ma ben presto sarร  di nuovo seppellito. Il sig. Hadrava da questo scavo tolse a man piena infiniti pezzi di bei marmi d’ ogni ragione e di larghi pentadori, e didori, e quel vaso vi diseppellรฌ di egregio lavoro che fu dato poscia al Sig. Styvens.

L’isola di Capri tra la metร  del secolo XVIII e la metร  del secolo XIX fu meta di grandi viaggiatori. Poeti, artisti, imprenditori ricchi che videro nell’isola l’opportunitร  di vivere il sogno reale che aleggiava attorno a quel Grand Tour, iniziato nel 1738 all’alba della grande scoperta del sito archeologico di Ercolano. Capri รจ meta romantica del Grand Tour, ma รจ anche luogo di saccheggio. Ovunque nell’isola emergevano i resti di quella romanitร  tiberiana che aveva dato all’isola l’impronta imperiale, ossia ricca, straordinaria, traboccante delle meraviglie di quella romanitร  che aveva il pieno controllo dell’intero Golfo. L’autore del Testo, il Romanelli e come lui anche altri illustri storici, ci parlano di 12 ville imperiali a Capri. Una per ogni sengo dello Zodiaco, una per ogni stagione dell’anno. Il fascino dell’isola era proprio questo incredibile connubio tra natura e storia antica e a questo fascino non potevanno restare insensibili i viaggiatori deel Grand Tour.

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Bibliografia

Isola di Capri; manoscritti inediti del conte della Torre Rezzonico, a cura di Domenico Romanelli. Napoli 1816. Pagina 8 e succ

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