Di
Marcello Erardi
Il portale d’ingresso alla Chiesa di San Giovanni a Carbonara nelle immagini di Marcello Erardi. Monumento del secolo XV.
Chiesa di San Giovanni a Carbonara, della congregazione deโ padri eremitani di santโAgostino. Laย fondazioneย diย questaย chiesaย eย conventoย รจย delย 1329,ย poichรฉย inย dettoย annoย Galderioย Galeota patrizioย napoletanoย donรฒย aiย padriย fraย Giovanniย dโAlessandro,ย prioreย provincialeย dellaย provincia napoletanaย dellโordineย eremitanoย diย santโAgostino, edย aย fraย Dionigiย deย Burgoย delloย stessโordine,ย e per essi alla congregazione eremitana, alcune sue case con orto site fuori le mura di Napoli, nel luogo ove diceasi a Carboneto, in cui questi padri aveano allora una piccola chiesa; nonostante non siย diรจย principioย inย dettoย annoย allaย nuovaย fabrica, maย nelย 1339,ย perchรฉย fraย Dionigiย deย Burgo, incombenzatoย dellaย medesima,ย fuย impeditoย dalleย sue occupazioni,ย essendoย dottoreย diย filosofiaย in Parigi e fatto poi vescovo di Monopoli da Benedetto XII. Nel 1343 lo stesso Galeota fece ai padri altraย donazioneย diย altriย giardiniย contiguiย perย costruirviย laย nuovaย chiesaย eย conventoย cheย volleย fosse dedicato a San Giovanni Battista. Sin dโallora, dunque, questi padri istituirono la loro congregazione detta dellโOsservanza, vivendo con austeritร di vita sotto la regola di santโAgostino, separata dalla provincia e soggetta immediatamente al generale dellโordine. Dicesi dunque questa chiesa San Giovanni a Carbonara perchรฉ dedicata a san Giovanni Battista, e perchรฉ Carbonara chiamavasi la strada la quale forse prendea un tal nome o dallo specioso fondo diย Galderio,ย cheย chiamavasiย Carboneto,ย oย perchรฉย quiviย fosseย lโanticaย famigliaย Carbonara, oggi spenta, o perchรฉ in questo luogo, fuori di cittร , allora si facessero o vendessero i carboni. Checchรฉ sia di ciรฒ, certo si รจ che quivi appunto aโ tempi del Petrarca faceansi deโ giuochi gladiatorj, dacchรฉegliย viย siย trovรฒย unaย voltaย presenteย dicendo: โQuid autemย miriย estย siย quis per umbram noctis,ย nullo teste,ย ย petulantiusย ย audeat, cum luce media, inspectantibusย ย Regibus, ac populo infamis ille gladiatoriusย ludusย inย Urbeย italaย celebreturย barbaricaย feritate?ย ubiย moreย pecudumย sanguisย humanus funditur, et sรฆpe plaudentibus insanorum cuneis, sub oculis miserorum parentum infelices filii jugulantur,ย juguloqueย gladiumย cunctantiusย excepisse,ย infamiaย summaย est,ย quasiย proย Republica,ย aut proย รฆternรฆย vitรฆย prรฆmiisย certetur?ย Illucย egoย pridem ignarusย omniumย ductusย sumย adย locumย urbi congruum,ย quemย Carbonariamย vocantย nonย indignoย vocabulo,ย ubiย scilicetย adย mortisย incudem cruentosย fabrosย denigratย tantorumย scelerumย officina.ย Aderatย Regina,ย etย Andreasย Regulusย etc.โ.ย Aโ tempi poi di Carlo III furono questi giuochi aboliti; ma vi si continuarono a fare i tornei e le giostre, ed i re di Napoli aveano a bella posta quivi eretto un magnifico palazzo per godere di simili giuochi di allegrezza; quale palaggio poi fu dal re Roberto donato a Landulfo Caracciolo suo confidente, ed รจ appunto per ciรฒ chโio credo, il magnifico Palaggio deโ signori Caracciolo di San Buono.ย Nelย salireย laย scalaย diย questaย chiesa,ย ridottaย nellaย presenteย formaย conย disegnoย dellโarchitetto Sanfelice, vi si osserva la prima ed antichissima chiesa eretta dai padri, la quale poi rimase abolitaย e profanataย allorchรฉย ilย reย Ladislaoย contribuรฌย allaย costruzioneย dellaย chiesaย superiore,ย comeย diremo. Versoย ilย 1620ย poi,ย perย essersiย quiviย ritrovataย una antichissimaย imagineย dipintaย inย unย muro, rappresentanteย laย Beataย Vergineย cheย abbracciaย ilย suoย figliuoloย ilย qualeย staย giร ย mezzoย nelย sepolcro, dalla destra san Giovanni Battista e dalla sinistra santโAgostino, la divozione deโ napoletani fece sรฌche il luogo ridotto si fosse di nuovo a chiesa nella forma come al presente si vede, sotto il titolo di Santaย Mariaย Consolazioneย degliย Afflitti;ย eย lโaltareย dellaย Vergineย fu rifattoย daย Pirroย Galeota come dalla iscrizione che nella stessa chiesa si legge: Ad Temp. & Monast. S. Joan. Bapt. erectionem Gualterius Capycius Galeota Anno Domini 1339. RR. PP. Erem. Divi Augustini omnes ejus domos, ac ortos donavit annua etiam dote unciarum auri sex elargit Virginis aram avita pietate Pirrhus Jo: Capycius Galeota Princeps Montis Leonis insignibus restauratis expolivit ann. Dom. 1630.
Da: Giuseppe Sigismondo “Descrizione della cittร di Napoli e suoi borghi del dottor Giuseppe Sigismondo napoletano”. Tomo I, in Napoli, presso i Fratelli Terres, 1788.
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