Vincenzo Pepe
Una conferenza americana su Pompeii (1855)
Il principale motivo dell’interesse di questo scritto รจ rappresentato dal fatto che, nonostante il titolo lasci presupporre una trattazione equamente ripartita tra Napoli e Pompei, รจ quest’ultima a reclamare l’attenzione quasi esclusiva del conferenziere. Delle 36 pagine del testo, difatti, a Napoli ne sono dedicate solo sei. Segno, questo, che il fascino esercitato dalla cittร sepolta, sull’autore e, forse, piรน in generale sull’immaginario collettivo americano giร nella seconda metร dell’Ottocento, era piรน forte perfino di quello esercitato dalla cittร partenopea. Di quest’ultima l’americano si sofferma a registrare gli elementi oleografici riportati in genere da una caterva di libri e diari di viaggio, e cioรจ la confusione, il ritmo frenetico della vita, il gusto barocco che impera nelle chiese e nei monumenti, lo stragrande numero di veicoli, e l’esagerata presenza di monaci e preti questuanti: quanto basta per spingerlo a scappare via โverso le numerose localitร incantevoli che si trovano nelle sue immediate vicinanze, prima fra tutte Pompei.โ Si ha l’impressione, quasi, che la tappa a Napoli il viaggiatore americano l’abbia fatta per una sorta di obbligo rituale, di cui si libera, perรฒ, al piรน presto, per soddisfare un piรน pressante e genuino desiderio di essere ammesso allo spettacolo prodigioso della โantichitร catturata vivaโ.
Vincenzo Pepe – Una conferenza americana su Pompeii (1855) – vesuvioweb 2019.pub