Masseria Casa Bianca: rifugio escursionistico e antica porta diย Boscotrecase di accesso al Vesuvio
Di
Vincenzo Marasco e Ettore Di Caterina
La storia dellโosteria e rifugio di Masseria Casa Cesaro, passata alla storia come Casa Bianca, cosรฌ comeย venne indicato fin dalla sua costruzione quel caseggiato rurale colorato di bianco a calce viva abbarbicatoย sulle lave vesuviane del versante di Boscotrecase, รจ strettamente legata a quel concitato periodo storico durante il quale il Vesuvio, nella sua veste di grande attrattore naturalistico, divenne di fatto una meta turistica di massa.ย Alla fine dellโ800, a differenza del versante di Ercolano, lรฌ dove la salita verso il cratere ormai eraย diventata piรน agevole in seguito alla realizzazione della funicolare Cook & Son (1880), il versante di Boscotrecase manteneva ancora intatti quei caratteri agresti e genuini tanto ricercati dai numerosi viaggiatori letterati giunti a Napoli, la famosa cittร del Grand Tour, che speravano soprattutto di poterย raggiungere la grande voragine sommitale del Vesuvio godendo di quei bei ed immutati scorci vulcaniciย senza altre distrazioni, se non quelle causate dai cupi brontolii del vulcano che di tanto in tanto dovevano rompere il silenzio dei ginestreti e i momenti di riflessione di chi stava affrontando quellโintrepida ascesa.ย Allโuopo la costruzione di Masseria Casa Bianca e la sua successiva apertura a supporto di questiย avventurosi viaggiatori, rappresentรฒ un utile rifugio e un perfetto punto di ripartenza per chi sceglieva di
inerpicarsi sul Vesuvio dal versante boschese.ย Lโidea di realizzare una โcasaโ vesuviana come luogo sicuro dove poter riparare gli escursionisti cheย affrontavano la salita di Boscotrecase, venne a Giovanni Cesaro qualche anno prima del 1895. Il progettoย fu quello di ampliare un piccolo rudere munito di cisterna preesistente in un fondo di sua proprietร , situato a circa 450 metri di quota, da cui ricavรฒ un modesto caseggiato dislocato su tre corpi di fabbricaย costituiti da 3 livelli – pian terreno con accoglienza, cucina e cellaio, primo piano con soggiorno, camere e loggiati con affaccio verso la costa, e un terzo ordine con due distinte mansarde -, che si interponeva a metร strada tra il paese, che distava appena mezzโora di cammino, e lโingresso della nuova Strada Fiorenza – Matrone, mulattiera la cui costruzione terminรฒ proprio in quegli anni, situato circa 800 metri di quota lรฌย dove il Gran Cono si erge dallโantica caldera che diede vita al complesso vulcanico.ย Fu cosรฌ che la nuova Masseria โCasa Biancaโ, dallโaspetto prettamente rurale, che rispecchiava a pieno le caratteristiche architettoniche dei famosi caseggiati vesuviani a corpi cubici con le loro classicheย caroseย e con gli scaloni basaltici in bella vista, per decenni divenne meta di escursionisti che ricercavano nellaย natura di quei luoghi un momento di conoscenza e di stupore.