Napoli ai tempi del Duca Di Noja

di Vesuvioweb

Napoli ai tempi del Duca Di Nojaย 

Presentiamo in questa sezione del nostro portale un frammento dello straordinario rilievo cartografico voluto e sostenuto da Giovanni Carafa Duca di Noja e che meglio conosciuto come Carta del Di Noja. Un vero capolavoro della cartografia internazionale, suddiviso in 35 fogli, descrive la cittร  di Napoli ed il territorio circostante dagli Astroni alla Punta della Scala a Torre del Greco. 1

Da Treccani rileviamo un testo dedicato al personaggio pubblico Di Noja e nello specifico pubblichiamo grazie allo straordinario portale di cultura internazionaleย https://www.e-rara.ch/ un primo foglio di quel capolavoro cartografico dedicato alla Terra Vesuviana, che arricchisce ogni volta lo si consulti.

 

Carafa, Giovanni

Nacque a Noicattaro nel 1715. Poco dopo la nascita fu portato nel feudo di Noja, ove studiรฒ grammatica e letteratura con un precettore. Nonostante avesse rivelato qualitร  discrete anche in tale campo, scrivendo versi italiani di una certa eleganza, diresse i suoi interessi verso le materie scientifiche, soprattutto la matematica, cosicchรฉ giร  poco dopo i vent’anni poteva impartire privatamente lezioni di questa materia a livello universitario. Verso il 1738 fu nominato lettore d’ottica e matematica nell’universitร  di Napoli; l’Origlia presenta questo incarico come onorifico, e non concretamente esercitato, mentre altri ritengono che l’insegnamento sia stato effettivamente prestato. Dopo alcuni anni, comunque, i suoi interessi culturali si orientarono verso le scienze naturali, in specie la geologia e la mineralogia, tanto che egli cominciรฒ a creare nella sua casa napoletana una ricca raccolta di esemplari di rocce e piante, anche subacquee. Nell’operositร  scientifica di tale periodo attorno al 1743 si inserรฌ una parentesi politico-militare. Infatti, avendo Carlo di Borbone ordinato che i maggiori nobili di ogni distretto del Regno di Napoli istituissero ed equipaggiassero reggimenti a loro spese, il C. costituรฌ il reggimento Terra di Bari, che comandรฒ col grado di colonnello e col quale partecipรฒ alla cosiddetta guerra di Velletri tra Austriaci e Ispano-napoletani (giugno-settembre 1744). Successivamente, e forse in conseguenza dei servigi prestati in quella occasione, il C. fu ammesso a corte, inserito nel gruppo dei nuovi gentiluomini di camera dal re per la nascita del figlio Filippo (1747). Riprese poi l’attivitร  erudita, e dette inizio a una seconda raccolta, questa volta di pezzi archeologici e numismatici riguardanti l’Italia meridionale. Il “museo” del C. giunse infine a comprendere una pinacoteca, una nutrita serie di epigrafi greche e romane ed un’altra di stampe e disegni, e soprattutto un importante medagliere e bensรฌ fornita collezione di monete del Regno di Napoli di varie epoche. Basandosi su quest’ultima, tra l’altro, il C. determinรฒ in venticinque il numero delle cittร  del Regno che avevano avuto il privilegio di battere moneta. La compresenza dell’interesse naturalistico e di quello storico-artistico รจ il tratto emergente della sua personalitร  culturale, ed รจ in essa che va vista la matrice di un progetto che egli maturerร  per diversi anni, prima di poterne avviare la realizzazione: l’idea di una dettagliata carta topografica della cittร  di Napoli e dei dintorni, che giร  nell’anno 1750 manifestรฒ in una lettera ad un amico, il Fraggianni.ย La Lettera… contenente alcune considerazioni sull’utilitร  e gloria che si trarrebbe da una esatta carta topografica della cittร  di Napoli e del suo contado (Napoli 1750; 2 ed., ibid. 1770) riveste una notevole importanza storica perchรฉ il C., nell’analisi dei motivi che a suo avviso rendono necessaria la realizzazione della carta, giunge ad esprimere un globale giudizio critico sul carattere del tessuto urbanistico napoletano e sulla complessa trama dei fattori storici, politici ed economici di cui esso era il risultato. Il C. non รจ mosso quindi da un puro intento descrittivo, anzi insiste sullo stretto legame tra l’urbanistica della Napoli popolare, esaminata sin nei dettagli, e il basso livello igienico, economico e civile nella vita della cittร . Nelle intenzioni del C. dunque la carta doveva servire come premessa a un inventario dei dissesti della cittร  a fini di intervento, e in questo egli si mostra allievo del riformismo illuministico. Ciรฒ traspare anche dal tipo di realizzazioni urbanistiche nuove da lui suggerite (musei, ospedali, strade, alberghi, fognature, osservatori); piuttosto si puรฒ osservare che dell’impostazione illuministica egli condivide anche i limiti, in quanto attribuisce le prerogative d’intervento al solo governo regio e al ceto nobiliare che era la sua base sociale, e in quanto prevede che la carta da lui proposta, nella misura in cui i mali sociali non saranno sanati, servirร  da strumento per un organico controllo della cittร  a fini di polizia. Di questa politica “scientifica” dell’ordine pubblico il C. รจ, a giudizio di F. Venturi, uno dei primi teorici nel Settecento italiano.ย Poco tempo dopo la stesura della Lettera il C. sottopose il progetto a re, Carlo, che aveva mostrato di stimarlo affidandogli il compito di rilevare i piani costruttivi di tutte le principali fortezze del Regno e di farne dei plastici. Il finanziamento, richiesto al Senato napoletano ed al Tribunale di S. Lorenzo. fu concesso nella misura di 52 ducati al mese. Tuttavia gli inizi dell’opera furono difficoltosi, sia per le spese, rivelatesi assai superiori al previsto, sia perchรฉ nel decennio 1750-60 il C. viaggiรฒ a lungo in Italia e all’estero, visitando Francia, Olanda e Inghilterra. In questi paesi egli ebbe contatti coi circoli intellettuali, e tra gli altri potรฉ conoscere Metastasio, Maffei, Buffon e Voltaire; fu poi ammesso come socio corrispondente nelle societร  scientifiche di Pietroburgo, Londra e Parigi. In questa ultima cittร  compรฌ osservazioni sulle proprietร  elettriche delle tormaline, e al suo ritorno in Italia nel settembre 1759 ripetรฉ gli esperimenti in una seduta della Societร  Colombaria di Firenze. Si puรฒ quindi dire che la fase realmente operativa nell’allestimento della carta iniziasse dal 1760; per la parte geometrica il C. s’avvalse dell’aiuto di un tecnico, il Vanti, mentre le incisioni furono eseguite dai professori Campana, Aloia e Lamarra.ย Nonostante le ripetute sollecitazioni degli organi finanziatori, il C. non aveva ancora completato la carta, quando lo colse la morte l’8 luglio 1768.ย Il Senato affidรฒ allora il completamento del lavoro al principe Giovanni Pignatelli, che per la parte tecnica si valse dell’aiuto di Niccolรฒ Carletti, docente di architettura e matematica all’universitร . Quanto al finanziamento, poichรฉ l’opera aveva richiesto piรน tempo del previsto, ci fu un accordo tra il ministro Tanucci e il figlio del C., Pompeo, con il quale lo Stato incamerรฒ a titolo di risarcimento la raccolta antiquaria della famiglia, inserendola in quella regia di Capodimonte. Finalmente la carta fu ultimata e stampata nel 1775. Essa consta di 35 grandi fogli, che coprono la zona compresa tra Capodimonte, Bagnoli, Nisida e Portici. Piรน che topografica puรฒ definirsi iconografica, perchรฉ il processo di simbolizzazione dei dati vi รจ appena avviato e gli edifici, ad esempio, sono resi nel loro aspetto reale. La scala (1:3.808) consente un’accurata resa dei particolari, e ciรฒ rende la carta utilissima come documento storico. Dal punto di vista della storia della cartografia l’importanza dell’opera รจ notevole, poichรฉ รจ l’unica dotata di solidi requisiti scientifici realizzata nel Regno di Napoli prima dell’Ottocento. Nel 1777 ne fu stampata un’altra edizione su scala minore (1:20.040).

 

Il portale e-rara รจ la dimostrazione reale e tangibile di quanto la Cultura possa fare la differenza in ogni ambito. La conoscenza, quando รจ genuina, onesta ed eticamente coerente a qualsiasi progetto di acquisizione intellettuale, conduce sempre a risultati esemplari nella vita. La Cultura della quale in molti parlano e disquisiscono senza conoscerne il vero senso, si esprime anche attraverso la libertร . In questo il portale e-rara dimostra, a mio avviso coerenza e dimostra allo stesso tempo quanto sia semplice parlare realmente di Cultura senza grandi apparati, senza tante fanfare, senza frivolezze e vuoti intellettuali Ebbi tra le mani dopo un percorso a dir poco rocambolesco, fatto di autorizzazioni, richieste scritte e servizio bibliotecario, un foglio della Carta Di Noja. Fu per me una gioia averla posseduta per tre giorni. Poi scoprii per caso questo che io definisco un vero miracolo della ricerca culturale in rete. Il portale al quale mi riferisco ti permetteva in tempi rapidissimi di consultare la stessa cartografia, con una definizione altissima. Grazie e-rara. Grazie per aver dimostrato che la cultura รจ fondamentale, per vivere meglio, per vivere in armonia con gli altri ed anche con noi stessi. 2

Fonti e Bibl.: G. Origlia, Istoria dello Studio di Napoli, II, Napoli 1754, p. 295; Novelle letter. di Firenze, XX (1759), coll. 657-63; XXIX (1768), coll. 554 ss.; E. De Tipaldo, Biogr. d. Ital. illustri, I, Venezia 1834, pp. 277 s.; C. Minieri Riccio, Mem. stor. degli scrittori nati nel Regno di Napoli, Napoli 1844, p. 84; A. Blessich, La pianta diNapoli del duca di Noja, in Napoli nobilissima, IV (1895), pp. 183-85; V (1896), p. 74; N. Del Pezzo, Siti reali: Capodimonte, ibid., XI (1902), pp. 172 s.; M. Schipa, Il Regno di Napoli al tempo di Carlo di Borbone, Napoli 1904, pp. 427, 460, 651, 757 s.; C. Iusti, Winckelmann…, III, Leipzig 1923, p. 424; F. Venturi, Settecento riformatore, Torino 1969, pp. 545-49; C. De Seta, Cartografia della cittร  di Napoli, I, Napoli 1969, pp. 217-23; F. Venturi, Napoli capitale…, in Storia di Napoli, VIII, Napoli 1971, pp. 20-24; G. Alisio, Sviluppo urbano e struttura della cittร , ibid., pp. 334-38, 364 s.

1ย  ย Mappa topografica della cittร  di Napoli e de’ suoi contorni. Di Giovanni Carafa duca di Noja; Niccolo Carletti … corresse, e scrisse; Gius. Aloja … Incise
Carafa, Giovanni [1715-1768]; Carletti, Niccolรฒ [1723-1796]; Aloja, Giuseppe [18. Jht] . Stampata a Napoli nel 1775

2ย  ย Testo, impaginazione a cura di Aniello Langella

 

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