Nella casa dei Vettii a Pompei
Di
Aniello Langella
Pompei รจ la cittร dove meglio al mondo si sono conservate le testimonianze della civiltร romana. Non รจ il luogo dove prevale il ricordo della catastrofica eruzione pliniana del 79 d.C., ma un punto preciso di quellโantico mondo dovโรจ possibile rivivere realmente, i momenti della vita dei suoi abitanti.
Le strade, le fontane, le botteghe, le case e gli edifici pubbliciย parlano di questi pompeiani. Ce li descrivono in tutta la loro umanitร , che a dire il vero non รจ distante molto dalla nostra. In questa cittร e attraverso le preziose testimonianze, lasciate e conservate sotto i prodotti eruttivi di quellโeruzione, si conservano le vere anime dei suoi abitanti. Il loro modo di gestire le occasioni abituali della propria vita di relazione e le stesse relazioni con gli altri. Tutte le case, le ville urbane hanno un proprio carattere, una propria identitร derivata da quelle che sono erano le caratteristiche dei propri abitanti. Ed ognuno di essi aveva a cuore di esprimerle, nella maniera migliore possibile.
Abitazioni modeste, defilate dal centro urbano, documentano una vita semplice dove ad esempio a solo decoro di una parete troviamo un larario, semplice, con una decorazione parietale umile. Altre dimore, sfarzose e ricche ostentavano, proprio attraverso gli affreschi e gli arredi domestici fatti anche di mobilio e di statue, il proprio censo, la propria collocazione nella gerarchia societaria. Ogni abitazione a Pompei parla dei propri abitanti e lo fa in maniera diversa, svelandoci anche in parte un mondo interiore, psicologico e comportamentale dei propri abitanti. Sono quegli arredi, quelle statue, quei giardini con fontane zampillanti, che ci aprono alla comprensione dei pompeiani. Sono quegli affreschi che parlano ancora oggi anche al visitatore piรน distratto, del cittadino, del mercante, del ricco nobile. Le rappresentazioni parietali che raccontano storie di mitologia, di dei e di avventure, ci raccontano anche in parte della storia di questa gente.
Piรน volte ho visitato a casa dei Vettii, appartenuta a Aulo Vettio Restituto e Aulo Vettio Conviva. Il suo primitivo impianto lo si fa risalire al I secolo a.C., e molte furono le trasformazioni interne allโabitazione, durante tutta la sua vita e fino al momento dellโeruzione. Qui, in questa casa ed a partire dallโingresso ci parla di opulenza, di ricchezze e tutto sembra, sia stato costruito attorno al desiderio di mostrare questa sostanza economica di base. Qui attorno ad un giardino ricco di decori, di statuette bronzee, e di fontane, di sviluppano gli ambienti, quasi a volerli rivolti verso questa piccola oasi di silenziosi fruscii di piante e fiori, allietata dal rumore dellโacqua. Tutto sembra sia stato predisposto per il godimento di questo luogo interno ed intimo, dove la decorazione delle pareti faceva da scena. Particolare รจ qui, la qualitร delle pitture murali. Si deve ipotizzare infatti che vi abbiano lavorato maestranze di alto livello artistico, che avevano certamente attinto a modelli classici, che tuttavia qui raggiungono un elevato livello di raffinatezza grafica, di cura del chiaroscuro. Lโeffetto scenografico รจ garantito non solo dalle tematiche affrescate, ma dalle cornici, dalla qualitร e dalla tecnica pittorica che nella casa dei Vetti raggiunge livelli molto elevati.
Aniello Langella – Nella Casa dei Vettii a Pompei – vesuvioweb 2022.pub