Settembre nero
di
Francesco Raimondo
La Villa, purtroppo, non era disabitata. In quei giorni drammatici anche il proprietario, noto avvocato napoletano, nonchรฉ uomo politico โdi lunga navigazioneโ, lรฌ aveva trovato nascosto rifugio, assieme alla sua fidata segretaria tedesca, come lโantica scrittura recitava, allontanandosi prudentemente dalla Cittร in affanno. Uscirono entrambi dalla porta centrale e li fermarono al centro del viale: โChi siete? Come siete entrati? Cosa volete?โ Il noto avvocato era visibilmente contrariato da quella โirruzioneโ nella sua proprietร , nel suo โrifugioโ. โEccellenza, i tedeschi stanno arrestando i giovani per portarli in Germaniaโฆ.. ammiez a Torre, a mmiez a parrocchiaโฆ..ce vulessemo annasconnereโฆ.โ โMa quanno maie! Ascite, ascite! Iโ vโavessa denuciร sulo pecchรจ site trasute senza permesso! E poi voi state disubbidendo ad un Proclama! State commettendo unโillegalitร . Mi volete far passare un guaio? Se si dovesse sapere che vi ho nascostoโฆโ. Si guardarono interrogativi i tre o quattro giovani tra di loro e poi uno di loro fece: โPer caritร Eccellenza non vi pigliate collera, noi ce ne andiamo subitoโ girarono i tacchi e lo lasciarono al centro del vialetto dimessa sagoma scura assieme alla sua teutonica segretaria. Ogni medaglia ha le sue due facce.
Francesco Raimondo – Settembre nero – vesuvioweb 2019.pub
