Nella meravigliosa città dell’amore dedicata a Venere, che l’amava più di Sparta, il sesso a pagamento era un libero esercizio nel costume sociale di un popolo. Questo tempio era il lupanare che oggi chiameremmo bordello. Così, avremmo, volgarmente, etichettato questo stabile urbano di Pompei antica. Era (ed è) un edificio ad angolo, prospettante su due strade del centro urbano dell’antica città, prossimo alla casa dei Vetti ed al “Forum”.
Un poco defilato come conveniva, non tanto per un senso di morale pubblica ma, piuttosto, per la convenienza dei frequentatori che, essendo di varia estrazione sociale, probabilmente, preferivano un poco di discrezione. Lo stabile ha un suo pregio architettonico, non tanto per le sovrastrutture che sono abbastanza scarse, ma piuttosto per il fatto di essere un edificio a due piani, cosa abbastanza rara per il tempo.
Giuseppe Berritto – SESSO a Pompei – vesuvioweb