Pompei vista da vicino, di Giuseppe Alfredo Berritto

di Vesuvioweb

… La tutela di un parco di tali dimensioni ha rappresentato, e rappresenta, uno sforzo di enormi proporzioni. Un bene archeologico esposto, quale appunto quella della nostra città è soggetto ad un graduale ed inarrestabile declino. Ogni sforzo va fatto per una conservazione quanto più a lungo possibile. La sua estensione è troppo grande e gli scavi sono continuati, anche quando, era consigliabile fermarsi ed operare per un loro restauro e consolidamento. Contemporaneamente si poteva pensare a come programmare nel tempo le ulteriori esplorazioni. Prima bisognava salvare e poi scavare. Contrariamente, si è verificato che ogni sovrintendente od archeologo che si è avvicendato, nella direzione degli scavi, ha pensato più a redigere testi su nuove scoperte che a tutelare l’esistente. Ovviamente il tutto ben compensato da case editrici. Sul piano della manutenzione, se fino a qualche anno fa, vi erano figure professionali in organico capaci di interventi anche immediati, oggi questo è affidato a procedure amministrative burocratiche che richiedono tempi lunghi e, molte volte, quando il danno è irreparabile….

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