L’eruzione del Vesuvio del 1944

di Vesuvioweb

Un film del 1944 che documenta alcune delle fasi eruttive del Vesuvio nel 1944

ICONA 1944A

L’eruzione del Vesuvio nel 1944

 


 

Il 18 marzo del 1944, iniziรฒ l’ultima eruzione del Vesuvio e molti furono i tetimoni ancora viventi. Terminรฒ il 7 aprile.

Lave a S. Sebastiano e Massa di Somma. Caduta di prodotti piroclastici a Terzigno, Pompei, Scafati, Angri, Nocera, Poggiomarino e Cava. La lava tracimรฒ dal lato settentrionale del cratere dirigendosi verso est, sud e nord. Mentre la colata meridionale, di portata limitata, si fermรฒ a 350 metri di quota, la colata settentrionale, caratterizzata da una maggiore portata, si diresse nellโ€™Atrio e, da lรฌ, verso ovest, scavalcando il Monte Somma in prossimitร  del Fosso del Faraone, e raggiungendo i paesi di S. Sebastiano e Massa di Somma. La prima fase, effusiva, cessรฒ quando cominciarono le fasi esplosive. Si formarono diverse fontane di lava, la prima delle quali di altezza superiore a 2 chilometri. Dopo le fontane di lava ebbe inizio il collasso della piattaforma craterica e lโ€™interazione del sistema magmatico con lโ€™acqua di falda, con nubi nerastre che superarono lโ€™altezza di 6000 metri. In questa fase si formarono piccoli flussi piroclastici lungo i fianchi del vulcano. Dopo una breve pausa, si formarono nubi eruttive cipressoidi, da cui ricaddero lapilli e ceneri in direzione sud est. Lave per 21 milioni di metri cubi; prodotti piroclastici per 50 milioni di metri cubi. Sul numero delle vittime non si hanno valori definitivi, 21-45 morti per il crollo dei tetti. Distruzione dei centri abitati di S. Sebastiano e Massa di Somma. Interruzione della strada di collegamento tra i due paesi. 12000 persone evacuate a Portici da S. Sebastiano, Massa e Cercola. La prima fase dellโ€™eruzione fu caratterizzata da un tremore sismico continuo. Gli spessori dei prodotti piroclastici raggiunsero valori di 80 cm. Le ceneri eruttate durante le fasi esplosive giunsero ad Avellino e perfino a Bari. Le ultime fasi dellโ€™eruzione furono accompagnate da intensa attivitร  sismica. Il 24 marzo cadde leggera cenere vulcanica biancastra costituita da piccolissimi cristalli di leucite; tale evento fu considerato come un segnale di imminente fine dellโ€™eruzione. Lโ€™eruzione terminรฒ con frane dalle pareti crateriche, i cui detriti ostruirono il condotto vulcanico. Dopo lโ€™eruzione in alcune zone del versante ovest del vulcano (Portici, Ercolano e Torre del Greco) si ebbero esalazioni di anidride carbonica (mofete), che resero lโ€™aria irrespirabile fino ad un metro di altezza.

(Da http://www.ov.ingv.it/ov/it/catalogo-1631-1944.html)


 

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ICONA 1944b

L’eruzione del Vesuvio del 1944

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