Contrada Sora a Torre del Greco

di Vesuvioweb

La Contrada Sora a Torre del Greco

Gli aspetti archeologici di epoca romana

 

โ€œContrada Soraโ€ รจ il titolo del libro che avrei voluto scrivere con il mio amico Ciro di Cristo. Tante volte ne avevamo parlato e tante volte mi aveva esortato a farlo; โ€œNello scriviamolo a quattro maniโ€. A distanza di tempo, perรฒ, quando lโ€™entusiasmo appariva scemato ecco che mi si รจ presentata la possibilitร  di poter fissare su carta i ricordi di una vita legati a Villa Sora. Questo volume รจ una sorta di compito in classe; un tema svolto con amore con la speranza che possa, un domani, lasciare ai giovani e ai meno giovani quella consapevolezza e quella certezza che solo attraverso la conoscenza storica e delle proprie radici, si possano perseguire fini positivi di democrazia, equitร  sociale e giustizia.

Incontrai le antichitร  romane di Contrada Sora nel 1974, assieme a tanti amici. Non fummo i primi ed unici pionieri che esplorarono le terre poste nei pressi del mare accanto ai binari della ferrovia a Torre del Greco. In questo libro voglio ripercorrere questo lungo viaggio iniziando proprio da quellโ€™incontro, non tanto per una sorta di nostalgico ricordo, o per fini celebrativi, ma bensรฌ con lโ€™auspicio che altri possano continuare la ricerca finalizzata al riportare alla luce le bellezze archeologiche di questa terra.

Insieme andremo a ripescare e analizzare antiche carte, vecchi documenti. Ci serviremo di questi per poter realizzare una ricostruzione di quei luoghi, oggi abbandonati, dove lo splendore della romanitร , oggi, langue in brandelli di muri diroccati ed umidi. Tratteremo la materia con adeguata attenzione andando ad attingere i punti chiave di studio dalle migliori fonti; da quelle piรน antiche a quelle recenti e accreditate, tra cui gli studi dellโ€™archeologo Mario Pagano. Ma non tralascerรฒ di parlare del periodo dโ€™oro degli scavi torresi di Sora; quelli che ritroviamo nei documenti della fine dellโ€™800 redatti dal colonnello Giuseppe Novi. Termineremo lโ€™analisi dei luoghi con una ricostruzione ideale di quellโ€™area cosรฌ ampia e tanto attraente. Quando nel 1881 giunse a Torre del Greco il colonnello Novi, nessuno lo conosceva. Forse, chissร , i contadini ed i pescatori della Contrada Sora lo avranno visto nei mesi e negli anni precedenti, frequentare quella zona a ridosso della ferrovia, nei pressi del mare. Sapevano dei suoi interessi per le cose antiche di questa terra ma, giammai avrebbero pensato che tra quelle antiche scogliere, da lรฌ a poco, quellโ€™uomo avrebbe tirato fuori tesori preziosi e testimonianze antiche di quei luoghi. Fu in quellโ€™anno che il Novi ottenne dalla direzione della Soprintendenza i permessi di scavo che gli consentirono di mettere a nudo quei resti di epoca romana che egli negli anni addietro aveva scorto tra la spiaggia nera del Cavaliere e le campagne circostanti. Iniziava, cosรฌ, tra mille difficoltร , in unโ€™atmosfera che definirei alla Indiana Jones, la riscoperta dei resti romani della Contrada. Molta parte di questa ricerca sarร  dedicata proprio ai diari di scavo del colonnello in quanto in essi sono contenuti molti aspetti intriganti e anche misteriosi di questa storia. A quelle pagine ci rifaremo per poter capire, almeno in parte, ciรฒ che egli vide e ciรฒ che per sempre abbiamo perduto. Ricorrere a quei diari, che contengono spesso sensazioni, emozioni, assolute soggettive opinioni, ci consentirร  di effettuare il recupero della memoria, ossia di quegli elementi di studio utili alla ricostruzione ideale del luogo.

Gli scavi archeologici recenti della Villa Sora e delle Terme al Ponte di Rivieccio, condotti dalla Soprintendenza di Pompei, grazie ad un contributo della Banca di Credito Popolare di Torre del Greco, risalgono agli anni โ€™90 e almeno questi detengono il primato di aver prodotto studi coerenti e scientifici a differenza di tutto ciรฒ che รจ accaduto prima in quella zona, che sa piรน di approssimazione, di avventura e soprattutto di saccheggio. Non sarรฒ certo io a tessere le lodi di coloro che hanno operato per conto della Soprintendenza, compiendo il proprio lavoro, ma almeno mi sia concesso di affermare che โ€œi non recenti scaviโ€ hanno posto la parola fine a quellโ€™alone speculativo e soprattutto politico che avrebbe voluto quel luogo come una novella Ercolano. Dal Novi in poi nessuno si era mai interessato a Sora; nessuno aveva concentrato energie e risorse per poter far luce su questโ€™area tanto intrigante e fondamentale nella storia di Torre del Greco. Cosรฌ, per fare chiarezza, dirรฒ subito che nel 1974, proprio rispolverando le vecchie carte di quellโ€™Indiana Jones, un gruppo di amici e appassionati di storia, andรฒ a rivisitare la Sora archeologica. Nasceva il Gruppo Archeologico Giuseppe Novi, sezione dei G.A.I. Le ricognizioni, gli studi, i rilievi furono tantissimi. Le immagini (migliaia) custodisco ancora oggi tutti questi documenti; testimonianza di quel periodo bellissimo. Poi, mi sia consentito, vennero โ€œgli altriโ€.

Nessuno aveva mai attenzionato Contrada Sora dopo le indagini del Novi; dopo di lui fummo โ€œnoiโ€ del G.A.T. a farlo. Questo dire, potrebbe sembrare celebrativo, enfatico e forse un tantino ruvido, ma di fatto non lo รจ. Ciรฒ fa solo parte di quel processo narrativo volto a scrivere la veritร . Dopo il 1980 di gruppi archeologici a Torre se ne videro tanti e tutti a spartirsi quellโ€™ereditร  che noi avevamo colto in quegli anni โ€™70 studiando le tracce antiche di quella Contrada. Ma questo fa parte della vita dove con il tempo ogni cosa muta (tempus edax rerum) e ciรฒ che nella vita non dovrebbe mai mutare รจ la โ€œdamnatio memoriaeโ€ e cioรจ Il negare che prima di te ci sia stato qualcuno, qualcosa, un tempo, una forma, un contenuto; cosa che nello specifico a Torre del Greco si รจ verificato. Avrei voluto scrivere materialmente questo testo assieme a tutti gli amici del Gruppo Archeologico Torrese โ€œGiuseppe Noviโ€œ di Torre del Greco; sarebbe stato bello, avvincente ma sicuramente difficoltoso. Sono certo, perรฒ, che se chiedessi ad ognuno di loro di dare il proprio contributo, nessuno si tirerebbe indietro e cosรฌ, senza nostalgia e sapendo che ancora oggi tra tutti noi esiste ancora un affetto ed una fratellanza solida, dedico a tutti quei ragazzi di allora, il testo che stai per leggere. Si noterร  nella lettura delle pagine come siano presenti proprio tutti e magari si riconosceranno.

Un pensiero doveroso mi preme rivolgerlo per ricordare coloro che hanno contribuito al โ€œnostro lavoroโ€ degli anni โ€™70 supportandoci e sostenendoci ma, purtroppo, come spesso accade, si tende a dimenticare: Andrea Tipo, assessore a quel tempo del comune di Torre del Greco, si adoperรฒ tantissimo per incentivare il nostro lavoro, le nostre attivitร ; Nicola Ciavolino, del quale parleremo in questo testo, fu il sacerdote archeologo che volle stimolare la ricerca archeologica e fu anche lโ€™artefice di quel piccolissimo antiquario e deposito di materiali archeologici recuperati dalla villa; Raffaele Raimondo, grande storico torrese, che quasi in prima linea si era adoperato per completare quegli studi storici che mancavano alla speleologia torrese; Enrico De Gaetano, anchโ€™egli grande storico, che nel suo โ€œAntiche Denominazioniโ€ volle lasciare un bellissimo ricordo alle attivitร  del Gruppo; lโ€™amico Giuseppe Maggi, lโ€™archeologo di Ercolano e Oplonti, che dai primi giorni di quel lontano 1974 non smise mai di credere nelle attivitร  del Gruppo.

https://www.contradasora.it/galleria/

https://www.contradasora.it/galleria/

Ti potrebbe interessare