Armando Polito – Rompipalle a Pompei

di Vesuvioweb

Il gioco del calcio, si sa, ha origini antichissime e ha raggiun-to nel tempo livelli elevatissimi la febbre per questo sport, nonostante esso abbia assunto comportamenti, regole e si-stemi (e non mi riferisco solo al mondo delle scommesse…) tutt’altro che improntati a criteri di trasparenza e di rispetto della lealtà. D’altra parte, una minoranza sempre più irrilevante sembra non gradire, sicché oggi fa quasi tenerezza e sembra decisa-mente anacronistico il grido di dolore delle donne abbando-nate (allora solo di domenica…) di cui si fece portavoce negli anni ‘60 Rita Pavone nella canzone La partita di pallone.

Matrona pompeiana. Dalla villa dei Misteri a Pompei

 

 

Già, il pallone, strumento fondamentale di questo gioco e di altri praticati nel mondo romano. La stessa commistione di interessi così dominante oggi tra-spare in questo graffito pompeiano (CIL, IV, 1147) rinvenuto su un muro dei praedia di Julia Felix, muro appartenente ad un fabbricato che può essere considerato a tutti gli effetti la sede di un club sportivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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