Poetry on the walls of Pompeii
Poésie sur les murs de Pompéi
Poesie an den Wänden von Pompeji
La poesía en las paredes de Pompeya
ποίηση στους τοίχους της Πομπηίας
詩歌的牆壁上龐培
الشعر على جدران بومبيي
Se la raffinatezza di un popolo o, in senso lato, della sua civiltà si misura anche dalla sua sensibilità poetica, Pompei ha trovato paradossalmente nella sventura che su di lei si abbattè il privilegio di conservare memoria imperitura della ricchezza spirituale della sua gente e, in particolare, di quegli “artisti di strada” che allora come oggi erano desti-nati, spesso immeritatamente, all’oblio.
Prenderò in considerazione in questo lavoro so-lo quei graffiti e le iscrizioni dipinte che obbediscono ad una struttura metrica ben pre-cisa, come si suol dire, classica (in qualche caso prendendosi, tuttavia, rispetto ad essa, delle libertà che sottolineerò nelle note), riservandomi, magari in un altro, di esaminare altri reperti che, completamente liberi dalle strutture canoniche, anticipano di fatto, con esiti in qualche caso notevoli, la concezione attuale della poesia giustamente affrancata dalle pastoie di una forma che non sia volta per volta solo sua e, per quanto è possibile, irripetibile. Dirò anzitutto che statisticamente gli schemi metrici più ricorrenti sono quelli del disti-co elegiaco1 e del senario giambico2, e che gli argomenti che ad essi si affidano, come c’era da aspettarsi, sono, rispettivamente il binomio amore-morte e l’invettiva, anche se non mancano, come vedremo, altri temi generalmente considerati, forse a torto, più frivoli.