Di
La vecchia e dimenticata Strada Regia delle Calabrie, che transitava proprio davanti al mio naso e che da un lato prende il nome di Corso Resina e pochi metri piรน oltre, diventa poi via dellโUniversitร , era lรฌ a raccontare le sue storie. Le offriva in maniera gratuita al passante che ignaro passava oltre. Sotto quella strada antica cโera lโantica via Consolare che tutti gli archeologi cercano con insistenza; lรฌ a pochi passi la Villa dei Pisoni, piรน oltre la villa romana delle scuderie e di Palazzo Mascabruno; non distante le ville romane di via Doglie, e poi il teatro dellโantica Ercolano; poi ancora il resto dellโinsediamento urbano a monte del decumano massimo. Tutto giaceva sotto il moderno basolato di pietroni lavici. Lungo la Strada Regia dal 1707 in poi, passarono i carri trainati dai buoi, carichi dei magnifici reperti dellโantica Ercolano. Qui passรฒ la quadriga in bronzo dellโarco trionfale; migliaia di oggetti antichi e statue; mosaici, affreschi. Una processione interminabile che passando proprio lungo questo incrocio, tirava dritto sotto i portici, per depositare il suo prezioso carico nei locali del Palazzo Reale.
Aniello Langella – Portici e Resina, storie di confini – vesuvioweb 2016.pub