Viaggio a Castellammare di Stabia, 1842

di Vesuvioweb

A cura di

Aniello Langella

Il viaggio che gli autori del testo fanno, nel visitare nel 1842 la cittร  di Castellammare di Stabia, รจ un viaggio semplice, privo di critiche politiche, esente da quello spirito pionieristico che animava gli animi di coloro che intraprendevano il Grand Tour. Eppure, scritto con un linguaggio, tipico di quei tempi, a tratti pare voler proprio riecheggiare a quel viaggio, come di chi attraversa terre nuove osservandole dai vetri opachi di una carrozza, di un fumoso treno. Questo che vedremo e leggeremo รจ un modo semplice di raccontare i fatti accaduti decenni orsono e questi ci servono solo per dar forza ancora una volta nel lettore, quel senso di grande bellezza e di grande armonia che nel paesaggio, traspariva ad ogni passo. Una sorta di tavolozza di colori che si mescolano armoniosamente nel descrivere una cittร  allโ€™alba della unificazione dโ€™Italia. Una cittร  priva di veli, che si mostra in tutta la sua genuina autenticitร , fatta di monumenti, di tradizioni, ma anche di bancarelle e di umile commercio. Eโ€™ bello cosรฌ, riscoprire il fascino del passato in un racconto di un viaggio; breve ma intenso. Durante il regno di Ferdinando Carlo Maria di Borbone (Palermo, 12 gennaio 1810 โ€“ Caserta, 22 maggio 1859), viene scritto il testo dal quale รจ stato tratto il diario di viaggio a Castellammare. Da โ€œ La penisola di Sorrentoโ€, di Francesco Alvino, Cavagna Sangiuliani di Gualdana, nel 1842, leggiamo Castellammare di Stabia.

Aniello Langella – Castellammare di Stabia 1842 – vesuvioweb 2017.pub

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