Le eruzioni del Vesuvio nella “Gazette”
Di
Franco Tessitore
Da Napoli, il 12 marzo 1760: “Il Vesuvio che improvvisamente aveva cessato di espellere fiamme, ha ricominciato le sue eruzioni con più vivacità che mai. La lava che scorre ha già rovinato la maggior parte dei dintorni del monte e una parte della sua cima è stata abbattuta”. Da Napoli, il 30 marzo 1760: “La nuova eruzione del Vesuvio è molto diminuita”. Da Napoli, il 10 aprile 1760: “Il 4 di questo mese una gran parte della sommità del Vesuvio sprofondò nel bacino. Si teme che questi detriti, impedendo l’eruzione, possano causare dei violenti terremoti. Da Napoli, il 18 maggio 1760: “L’eruzione del Vesuvio è totalmente cessata”. Da Roma, il 1 febbraio 1761: “Scrivono da Napoli che fu avvertita nella notte dal 11 al 12 di questo mese una scossa piuttosto forte di terremoto. L’eruzione del Vesuvio ricominciò e fu accompagnata da un fortissimo fragore. Il 12 mattina ci si accorse che la cima del vulcano era crollata all’interno della voragine. Da quel momento il Vesuvio è assolutamente tranquillo. Si lavora attualmente a riattivare la strada per Salerno”.
2 – Franco Tessitore – LE ERUZIONI DEL VESUVIO NELLA GAZETTE – vesuvioweb 2018