Planimetria della cittร di Polpei del 1838
di
Andrea De Jorio
Andrea de Jorio (Procida, 16 febbraio 1769 โ Napoli, 1ยบ febbraio 1851) รจ stato un archeologo ed etnografo italiano.
Studiรฒ nel seminario arcivescovile di Napoli, dove ebbe come precettori, tra gli altri, Bernardo della Torre e Bartolomeo Malizia. Dal 1805 fu canonico della Cattedrale di Napoli, carica che gli aprรฌ le porte per altri incarichi. Dal 1810 fu, infatti, ispettore generale alla pubblica istruzione di Napoli, mentre, dall’anno successivo, si occupรฒ della conservazione della sala dei vasi etruschi del Real Museo Borbonico. Da questo periodo cominciรฒ ad interessarsi maggiormente delle antichitร , visitando scavi e scrivendo sui ritrovamenti archeologici. Le sue pubblicazioni di argomenti connessi a tali tematiche, come quelle relative ai siti piรน importanti del napoletano, da Ercolano a Pompei, da Cuma a Pozzuoli, furono le guide di riferimento del XIX secolo per i viaggiatori e gli antichisti. Per la sua attivitร fu decorato commendatore dell’Ordine dell’Aquila Rossa da Federico Guglielmo III di Prussia e, dal 1833, entrรฒ a far parte dei soci dell’Accademia Ercolanese. Come ha ricordato Benedetto Croce a proposito del linguaggio dei gesti, il volume piรน noto del canonico di Procida รจ rappresentato da La mimica degli antichi del 1832, in cui รจ stata per la prima volta studiata la gestualitร dei napoletani, individuando una continuitร dall’epoca antica ad oggi sul linguaggio del corpo, in particolare mostrando le similitudini tra il pari linguaggio degli antichi greci, ricavato grazie alle raffigurazioni presenti su vasi e reperti archeologici: questo tema, secondo alcuni studiosi, potrebbe fare di de Jorio il primo etnografo della mimica. Tuttavia, proprio lui, autore di un volume, quale quello sopra ricordato, in cui vengono anche descritti i modi di ยซfare le cornaยป, sarebbe stato additato dal popolo napoletano come uno dei principali iettatori della cittร partenopea: รจ celebre in tal senso l’aneddoto, narrato da Alexandre Dumas padre in un capitolo del Corricolo, secondo il quale il ยซcanonico Oioriยป (che Croce intuรฌ non essere altro che l’anagramma di De Jorio), chiedendo lungamente a Ferdinando I di essere ricevuto, per presentargli una pubblicazione, riuscรฌ infine ad ottenere udienza solo il giorno in cui il sovrano borbonico morรฌ. Sepolto nella Basilica di Santa Restituta, la sua iscrizione funeraria venne dettata da Bernardo Quaranta.
Planimetria di Pompei 1838 di Andrea De Jorio – Da BNE
Note bibliografiche dell’autore della planimetria (tratte da Wiki e modificate)