La Rassegna d’Ischia. Aprile – maggio 2021

di Vesuvioweb

La Rassegna d’Ischia. Aprile – maggio 2021

A cura di

Raffaele Castagna

In questo numero
5ย  ย  Le radici d’Oriente.ย La ricerca di un cammino ai tempi dellaย pandemia
11ย  ย  Fra Giovanni Pantaleo, il garibaldino.ย Alberto Mario ed il loro intervento adย Ischia
16ย  ย  Scultore e pittore napoletano.ย Omaggio al maestro Luigi Mazzella
18ย  ย  Conosciamo il volto di chi forse ha fattoย scomparire i disegni della Torre Guevara
19ย  ย  Rassegna Libri:ย Vigne, palmenti e produzioneย vitivinicola: un progetto in corso.ย Storia, arte, pietร  popolare in unaย Parrocchia d’Ischia: San Sebastiano diย Forio.ย La storia di Ischia raccontata ai
giovani d’oggi. L’antifascismo a Pozzuoli e nell’areaย Flegrea
–ย  ย  La Casa nel Parco
–ย  ย  Ischia, terra mia
–ย  ย  Andrea e le fate
–ย  ย  Sillabario 2020 – 2021
–ย  ย  Antonio Macrรฌ: tra realtร  e sogno.
27ย  ย  L’immagine della marchesa: Bernardoย Tasso e la raffigurazione di Vittoriaย Colonna nel “Libro secondo degli Amori”
42ย  ย  Fonti archivistiche.ย L’Universitร  di Forio e i Francescani (II)
46ย  ย  Bonus Cultura
46ย  ย  Paestum.ย Borsa Mediterranea del Turismoย Archeologico
47ย  ย  Le Masserie fortificate (III)
60ย  ย Il Dantedรฌ e l’anno di Dante
61ย  ย  Premio di scritturaย “Scrivere di Pietro Greco”
62ย  ย  Ischia Film Festival 2021
63ย  ย  Il Manifesto di Ischia Film Festival

 

Raffaele Castagna – La Rssegna d’Ischia – Aprile-Maggio 2021

 

 

Tra i vati articoli

Conosciamo il volto di chiย forse ha fatto scomparireย i disegni della Torre Guevara.

โ€œLa casa nel Parcoโ€ รจ il titolo di un prezioso volumetto che contiene 25 saggi firmati da molti amici del Circolo Sadoul, a cominciare da Francesco Divenuto e Mario Rovinello che, con Clorinda Irace, hanno curato la redazione dellโ€™opera. Tra questi ci sono anche due raffinati interventi โ€œischitaniโ€ firmati da Patrizia Di Meglio (sulla โ€œParabola dei ciechiโ€ di Bruegel il vecchio) e da Salvatore Ronga (su โ€œApollo e Marsiaโ€ di Ribera). Avevo quasi completato la lettura del libro,ย quando mi sono imbattuto in una notizia che mi ha suscitato grandissimo interesse: una studiosa di Storia della Navigazione, la Professoressa Maria Sirago, aveva scelto come argomento del suo saggio un dipinto – quasi totalmente sconosciuto โ€“ che raffigurava Andrea dโ€™Avalos, principe di Montesarchio. Avevo a lungo cercato di immaginarmi le fattezze di questo chiacchieratissimo โ€œammiraglio del mar oceanoโ€, certamente valorosissimo e longevo, ma altrettanto certamente un attaccabrighe che sguazzava tra congiure e tentativi di assassinio politico.ย Come ho tentato di spiegare in vari articoli e lavori dedicati alla Torre Guevara di Ischia, il Principe di Montesarchio รจ probabilmente il mandante della cancellazione, in odio al Vicerรฉ Guevara, dei dipinti murali della prima sala del monumento ischitano. Si tratta proprio di quei bellissimi dipinti che โ€“ grazie ad una intuizione di Giorgio Brandi โ€“ sono stati portati alla luce dai restauratori della Accademia di Dresda nel corso di unย  decennio diย lavori promossi dal Circolo Sadoul. Ho contattato la studiosa napoletana che mi haย riferito che il dipinto al quale lei aveva dedicato il suo saggio era conservato nei magazzini del
Museo di Capodimonte ed era attualmente sottoposto a restauro. La foto che mi ha gentilmente fornito รจ dunque una ancora poco leggibile rappresentazione del quadro che ritrae Andrea dโ€™Avalos negli ultimi decenni della sua lunghissima vita. La Professoressa Sirago aveva anche rintracciato una stampa dello stesso personaggio, da lei inserita in un saggio pubblicato in โ€œArchivio Storico per le Province Napoletaneโ€ di cui mi ha cortesemente fornito copia. Possiamo cosรฌ conoscere il volto di un personaggio importante per la storia di Napoli, che probabilmente ha avuto un ruolo di rilievo anche nella storia della nostra isola.

Rosario de Laurentiis

 

La storia di Ischia

Raccontata ai giovani dโ€™oggiย di Rosario de Laurentiis
Doppiavoce, Napoli 2021. In copertina riproduzione di una stampa di inizio Settecento. Il lavoro รจ un โ€œprimo, modesto, omaggio alla memoria di Pietro Greco, presidente del Circolo Sadoul e uomo di immensa cultura e gentilezza, immaturamente scomparso mentre questo volume andava in stampaโ€.ย Rosario de Laurentiis presenta la storia di Ischiaย dallโ€™Etร  del Bronzo a quella degli ultimi tempi,ย molte volte identificati come periodo del Covid, inย una esposizione โ€œraccontata con aneddoti e collegamenti agli avvenimenti della storia europeaโ€,ย piuttosto che โ€œclassicaโ€ per riferimenti ai testi di autori che, nel corso degli anni, hanno costituito una vasta letteratura sulle vicende storiche di questโ€™isola, e con abbondanti note bibliografiche.
Ischia โ€œprima colonia greca dโ€™Italia, citata nelleย opere di Omero e di Virgilio, presente negli scritti di filosofi, imperatori e papi, diventa una grandeย capitale europea nel Rinascimento, quando re, regine, poetesse e condottieri si rifugiano nella sua imprendibile fortezza, nella quale vissero la loroย infanzia i grandi capitani che trionfarono nelleย battaglie di Pavia e di Lepantoโ€.ย รˆ questo il capitolo che sโ€™intitola โ€œGenerali e belle donneโ€, in cui trovano espressione le sezioni: Ferrante dโ€™Avalos, Vittoria Colonna, Alfonsoย del Vasto e Maria dโ€™Aragona, Giovio, Andrea Doria e la prigionia di Alfonso, Giulia Gonzaga che fa innamorare tutti. รˆ anche il โ€œsiglo de oroโ€ in cuitrovano conferma, con Carlo V, i privilegi aragonesi concessi centโ€™anni prima da Alfonso il Magnanimo, e โ€œsi abbatte sullโ€™isola dโ€™Ischia la tragedia: Barbarossa, corsaro e comandante della flotta ottomana, saccheggia laย terra di colui che lโ€™aveva sconfitto a Tunisi; la flotta arrivรฒ sulle spiagge di Forio e i guerrieri attaccarono vari casali: Forio, Panza, Serrara, Fontana,ย Buonopane, Barano, Testaccioโ€.ย Non mancarono i terremoti a sconvolgere questa terra. Nel Settecento cominciรฒ o proseguรฌ lo spopolamento del Castello e prendeva consistenza lโ€™Iscla maior, lโ€™isola attuale, che inoltre โ€œtornรฒ ad essere oggetto di attenzione di letterati e viaggiatori stranieri, grazie alle sue terme e purtroppo anche per i suoi terremotiโ€. A proposito del fattore termale, nellโ€™ambito delle โ€œConclusioniโ€ Rosario De Laurentiis esprime la sua critica annotazione nel dire che โ€œla sua fama non รจ stata difesa con sufficiente convinzione dai nuovi albergatoriโ€. Una narrazione (quella letta e ripercorsa) che passa in rassegna tutti i secoli partendo dalle etร  antiche (Storie antiche) e che offre una facile e
chiara lettura, soprattutto in questi tempi in cuiโ€œleggereโ€ รจ diventato fatica e impegno, non sempre accettati da tutti, maggiormente propensi aiย linguaggi diversi dei social e alla loro concisione.
Fa piacere peraltro che la ricerca dellโ€™autore si sia basata anche sulle โ€œpreziose raccolte de La Rassegna dโ€™Ischiaโ€. Nelle โ€œConclusioniโ€ presentate da de Laurentiis si evidenziano lo scopo e il fine del lavoro proposto, destinato soprattutto โ€œai nostri studenti nella speranza che siano orgogliosi della loro storia e vogliano impegnarsi per difendere il loro futuro.ย Proprio per rendere meno pesante questo racconto, si sono evitate le note a piรจ di pagina ed รจ stato utilizzato un linguaggio il piรน possibile semplice.ย Qualche omissione di fatti o di nomi deve essere considerata involontariaโ€.

 

Ischia, terra mia
di Maria Dโ€™Acunto
Youcanprint Editore, pagine 388, febbraio 2021.ย Ultima opera di Maria D’Acunto, un omaggio a Napoli, la cittร  natale, ma anche a Ischia e, in primis, a Piedimonte, luoghi irrinunciabili della sua
esistenza e ispirazione. Una raccolta di racconti e ricordi, tantissimi, ma anche di leggende e tradizioni,ย eventi, riti e festivitร , canti e proverbi. E, poi, suggestive atmosfere. Come a Carnevale, quando dopo gli scherzi e la grande abbuffata, all’imbrunire calavaย una soffocante angoscia, rotta solo dalle cupe noteย di una tofa e dallo scoppiettio delle fiamme di unย fantoccio, arso al cospetto del paese. Simboleggiava la primavera che subentra all’inverno scacciato viaย dal fuoco purificatore, la vita che nasce dalla morte, l’eterno ripetersi dei cicli naturali. Era solo unoย dei tanti riti che scandivano la vita in quel passato e che ci affanniamo a seppellire; forse perchรฉ poveroย e buio, privo di TV e auto, di supermercati e negozi dove comprare il superfluo. Eppure, per quanto
austero e, a volte, spietato, รจ il mondo da cui veniamo. La nostra storia, le nostre radici. Un patrimonio da proteggere e tramandare perchรฉ corale e di tutti. Enorme e inestimabile ereditร  dei nostri avi che, prima di noi, hanno abitato e amato questo territorio.

 

Fonti archivistiche per la storia dellโ€™isola dโ€™Ischia
A cura di Agostino Di Lustro
Colligite fragmenta, ne pereanti
L’Universitร  di Forio e i Francescani

Lโ€™arrivo dei Francescani indispettรฌ gli Agostiniani del convento del Soccorso e, nonostante leย vibrate proteste e iniziative per impedire lโ€™istallazione a pochi passi dal loro convento di unaย nuova comunitร  monastica, non riuscirono nel loro intento, grazie anche alla capillare opera diย sensibilizzazione della popolazione effettuata neiย confronti dei nuovi frati forse proprio dai responsabili dellโ€™Universitร . La pubblicazione della bollaย ยซIn coeteraยป di papa Innocenzo X il 17 dicembre 16492 sulle piccole comunitร  religiose3 e la conseguente soppressione del convento agostiniano del
Soccorsoย stroncรฒ tutte le manifestazioni di protesta degli Agostiniani e la realizzazione del convento e della chiesa di San Francesco potรจ tranquillamente proseguire senza ulteriori ostacoli.
Uno dei primi documenti che ci attestano la presenza dei frati a Forio, ci viene dai documenti della confraternita di Santa Maria Visitapoveri. Nelย libro delle elezioni dei priori, infatti, leggiamo:
ยซadi 16 dicembre 1646 domenica terza dellโ€™Avvento nellโ€™oratorio si รจ esplorata la volontร  deย fratelli se volessero ammettere in detto li Padri di Santo Francesco Reformati, dopo lโ€™invocatione
dello Spirito Santo et della Beata Vergine Maria, li sottoscritti volentieri sono contentati di ricevere detti padri che sia a gloria di Dio e saluteย dellโ€™anime. Lโ€™espressione ยซammettere in dettoยป penso debba interpretarsi nel senso che, non avendo ancora costruita la chiesa o una cappella, i frati abbiano chiesto di servirsi dellโ€™oratorio della confraternita per celebrarvi le loro funzioni
liturgiche fino a quando non fosse stata costruita la chiesa del convento.ย La costruzione del convento fu la prima opera che lโ€™Universitร  di Forio realizzรฒ per i Francescani, onde assicurare loro una casa da abitare. Questi lavori cominciarono prestissimo e giร  negli atti del Parlamento svoltosi il 2 marzo 1647 troviamoย annotate le prime somme rogate per lโ€™erigendo convento. Lโ€™Universitร  non si impegnรฒ solamente a realizzare la costruzione del convento e della chiesa, ma ad assicurare il pagamento dellโ€™alloggio ai frati fino al termine della costruzione delย convento e ad assicurare la somma di ben cento ducati per il ยซvestiario dei fratiยป, somma che troviamo costantemente registrata nelle spese dellโ€™Universitร  e nelle delibere parlamentari. A questo punto รจ necessario notare che al momento della fondazione da parte dellโ€™Universitร  di Forio della parrocchia di San Sebastiano, al parroco fu stabilita come congrua una somma annuale di appena trenta ducati, mentre secondo le disposizioni sia ecclesiastiche che civili la congrua del parroco non doveva essere inferiore ai cento ducati. Da questo dobbiamo argomentareย che, dal punto di vista economico, i frati godevano di una posizione migliore rispetto al parroco diย San Sebastiano, il quale poteva disporre di trentaย ducati appena nel servizio pastorale di circa tremila filiani sparsi su un territorio molto vasto.ย La costruzione del convento procurรฒ allโ€™Universitร  di Forio non solo una serie di problemi derivanti dalla imposizione delle gabelle, ma ancheย di altro genere che la documentazione fino a oggiย reperita non ci permette di seguire fino in fondo. A questa conclusione si arriva considerandoย quanto sullโ€™argomento leggiamo nella deliberaย parlamentare del 7 luglio 1655.

 

 

 

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