Il Vesuvio nel 1738
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Le interessanti immagini che ritraggono il Vesuvio da prospettive ed angolazioni diverse, sono datate al 1738, esattamente un anno dopo l’eruzione che era iniziata il 19 maggio ed ufficialmente conclusa il 6 giugno. Sappiamo che quella fu un’eruzione a carattere misto, come del resto un po’ tutte le eruzioni vesuviane del secolo XVIII. Corsi lavici a partenza dal Gran Cono si diressero versoย Torre del Greco e Boscotrecase. A questi fenomeni che durarono circa 40 giorni consecutivi, si associarono la pioggia di prodotti piroclastici su Somma Vesuviana, Ottaviano e Nola. Ma si verificarono intorno alla fine di maggio eventi esplosivi con produzione di esplosioni e prodotti piroclastici che raggiunsero anche Napoli. I flussi laviciย ad ovest ammontavano a circa 10.4 milioni di metri cubi. A Torre del Greco distrutte parzialmente le chiese del Purgatorio e del Carmine. Crollo dei tetti a Ottaviano e rottura dei vetri delle finestre a Nola. Crolli di edifici a Napoli a causa delle continue scosse di terremoto. Terminata l’eruzione il Vesuvio si presentรฒ sensibilmente abbassato di quota, e caratterizzato da un ampio cratere. Per Antonio Nazzaro lโeruzione โsegna come un confine tra un comportamento eruttivo caratterizzato da attivitร di un cono che si andava sviluppando nellโampia voragine del 1631 e unโattivitร con il cono ormai sviluppatoโ.
L’immagine che abbiamo pubblicato ci mostra un vulcano tranquillo, sulle cui pendici si svolge quasi una vita bucolica. Nulla, se n on le fumarole in quota, fa supporre che appena un anno prima il Vesuvio avesse prodotto un’eruzione di grande energia e con caratteristiche distruttive elevate.
Un anno dopo e M. Walter Ingenis si porta in cima al vulcano assieme ad accompagnatori e guide a visitare il luogo della catastrofe. Il suo รจ quasi un viaggio iconografico, dove con semplicitร , quasi scolare, descrive il luogo ed i propri abitanti.
Un testo fondamentale per lo studio del fenomeno eruttivo, in un lavoro coevo:ย Istoria dell’incendio del Vesuvio, accaduto nel mese di Maggio del’ anno MDCCXXXVII. Scritta per l’Accademia delle scienze, diย Francesco Serao. 1738.
https://archive.org/details/b30505823/page/125/mode/2up
A cura di Aniello Langella
La primera descripciรณn es una vista de perfil del Vesubio por cuya falda ascienden varios militares en direcciรณn al crรกterDescripciรณn y notasInserta: 1. “Vรผe de l’ouverture de la Montagne en dedans, comme elle se prรฉsente du cotรฉ de l’Orient”. – 12,2 x 21,3 cm. 2. “Vue de la meme ouverture en dedans du cotรฉ du Septentrion”. – 12,5 x 21 cm. – 3. “Plan de l’ouverture de la Montagne aiant 4120 Palmes Napolitains de Peripherie”. – Escala 2.000 Palmes de Naples [= 14,5 cm]. – Orientado. – Clave alfabรฉtica. – 20,5 x 21,5 cm. 4. “Profil de la Montagne et de son ouverture de A jusqu’a B veritable piรฉ de la Montagne”. -Escala 3.000 Palmes de Naples. [= 14,5 cm]. – 20,8 x 21 cm.ย Inserta: 1. “Vรผe de l’ouverture de la Montagne en dedans, comme elle se prรฉsente du cotรฉ de l’Orient”. – 12,2 x 21,3 cm. 2. “Vue de la meme ouverture en dedans du cotรฉ du Septentrion”. – 12,5 x 21 cm. – 3. “Plan de l’ouverture de la Montagne aiant 4120 Palmes Napolitains de Peripherie”. – Escala 2.000 Palmes de Naples [= 14,5 cm]. – Orientado. – Clave alfabรฉtica. – 20,5 x 21,5 cm. 4. “Profil de la Montagne et de son ouverture de A jusqu’a B veritable piรฉ de la Montagne”. -Escala 3.000 Palmes de Naples. [= 14,5 cm]. – 20,8 x 21 cm.ย La Historia en los Mapas Manuscritos de la Biblioteca Nacional, 1984, p. 253, nยบ 313.ย โIdomeneo : la proyecciรณn de un mito, de Homero a Mozartโ, Madrid, Museo BNE. 15 enero 2019 -17 marzo 2019.ย Manuscrito sobre papel a la acuarela en sepia y gris.
Da BNE