La tomba della sacerdotessa Mamia a Pompei

di Vesuvioweb

La tomba della sacerdotessa Mamia a Pompei

In una stampa di

Francesco Piranesi

 

 

Di Aniello Langella

Questa di Mamia, la donna e sacerdotessa, forse piรน nota e potente di Pompei, รจ una storia singolare e di certo pone in evidenza un ruolo femminile non da poco, in quella societร  maschilista e prepotente. Assurge a ruolo di sacerdotessa ed in qualche modo anche di vestale, ma senza coprire tutti quei ruoli, consoni a questo tipo di “lavoro”. Un personaggio infondo, oscuro e del quale sappiamo ancora poco. Puรฒ essere stata una imprenditrice, forse una ricca commerciante, probabilmente moglie di un uomo che ricopriva alte cariche, o forse ancora di un ricchissimo panettiere. Non sappiamo. Ma di certo si mosse in ambiti economici molto ricchi e redditizi. Cono conosceva molto bene i privilegi dei ruoli apicali societari e sapendoli gestire, nel loro evolversi, divenne sacerdotessa, proprio per essere prossima alla casta di coloro che “governavano” la gestione religiosa. La sua probabilmente fu una vera e propria scalata sociale. Il successo della scalata sociale, fu il suo vero mood. Guardava con invidia il patrimonio di Julia Felix, ma non ne condivideva la strada percorsa. Per lei la strada era l’aulica ascesa al potere attraverso il commercio, il lavoro e ciรฒ le puรฒ conferite il moderno titolo di imprenditrice.

La bellissima stampa del Piranesi, ci offre lo spunto per riflettere sulla monumentalitร  e grandiositร  della sua tomba, nella parte occidentale della cittร  di Pompei, Quesro non รจ un monumento funebre qualunque, ma qualcosa di concepito, come progetto architettonico solenne, quasi trionfale, dove l’epigrafe circolare dedicatoria รจ esplicita e vuole ricordare al passante gesta e opere di una donna affatto anonima, per nulla secondaria, nello scenario socio politico di Pompei.

La sacerdotessa Mamia, quella stessa che avevaย eretto il tempio del Genio di Augusto, ebbe anche qui ilย suo sepolcro, decorato di statue, colonne e sedile ad emiciclo, portante nella spalliera in un sol rigo l’iscrizione: MAMIAE. P. F. SACERDOTI. PVBLICAE.ย LOCVS. SEPVLTVR. DATVS DECVRIONVM. DECRETO (A Mamia, figlia di Publio, sacerdotessa pubblica, il luogo della sepoltura fu dato per decreto dei decurioni).

Di lei scriverร  cosรฌ l’archeologo Giuseppe Fiorelli in Guida di Pompei nel 1877.

Nel 1873, Marco Monnier in Pompei e Pompeiani ricorderร  la figura della sacerdotessa Mamia con queste parole:

Una tomba che rassomiglia a un casotto, e che sta come diย sentinella avanti la porta d’Ercolano, servรฌ durante l’eruzione di asilo a un soldato, di cui si rinvenne lo scheletro. Un altro monumento ricco di bizzarri ornati forma un emiciclo coperto e rivolto al meriggio, in faccia al mare, come per offrire un rifugio ai passeggieri stanchi e trafelati dagli ardori del giorno. Un altro, di formaย  rotonda, presenta nell’interno una volta sparsa di fiorellini e decorata di bassirilievi, di cui uno figura una donna che depone un nastro sulle ossa di suo figlio . Altri monumenti sono adorni di ghirlande : uno dei meno singolari conteneva il magnifico vaso di vetro azzurro e bianco di cui parlerรฒ piรน innanzi ; quello della sacerdotessa Mamia, ornato d’una superba iscrizione , forma un largo banco circolare cheย termina con una zampa di leone ; i viaggiatori vi si riposanoย volentieri per contemplare il paesaggio e la marina. Non di mentichiamo il Triclinio funebre , sala da pasto , decorata con semplicitร , ove si veggono ancora i tre letti costrutti di cemento che servivano ai banchetti in onore dei trapassati. Questi banchetti, ove non si mangiava quasi altro che nicchแป‰ mariniย (magro pasto, dice Giovenale), celebravansi nove giorni dopo la morte: onde il loro nome di novendialia. Chiamavansi anche siย licernia e gli intervenuti vi discorrevano delle gesta e degli atti virtuosi della persona che avea vissuto. Polibio loda molto questi onori supremi rรฉsi agli illustri cittadini : da ciรฒ provenne, egli dice, la grandezza romana. Infatti, anche nell’umile samposanto di Pompei veggiamo ad ogni piรจ sospinto la virtรน ricompensata dopo la morte con qualche munificenza dei decurioni . Era talvolta una concessione a per petuitร  ( favore di difficile conseguimento), indicata dalle lettere seguenti : H. M. H. N. S. ( hoc monumentum hรฆredes non se quitur ), e assicurante ai morti la perpetuitร  del loro sepolcro, del quale i loro eredi non potevano disporre!ย  Talora lo spazio concesso era indicato sulla tomba. Leggesi , per esempio, nella sepoltura di famiglia dei Nistacidii: ยซA Nistacidio Eleno, sindaco del sobborgo Augusto-Felice. A Nistacidio Januarioย รฉ a Mesionia-Satulla. Quindici piedi di profonditร , quindici piedi di facciata.ยปย Questo banco della sacerdotessa Mamia e l’altro d’Aulo Vezio (tribuno militare e duumviro che amministra la giustizia) fureno pure costrutti col consenso del popolo sopra terreni concessi dai decurioni . Infine, ed รจ questo il piรน strano, le bestie stesse avevano i loro monumenti. Gli รจ almeno quanto vi diranno le guideย mostrandovi una gran tombร  nella strada del sobborgo. Chiamasi il sepolcro dei bestiami, perciocchรจ vi si trovarono scheletri di tori. Gli antiquari protestano controย  quest’opinione; gliย uni sulla fede delle maschere scolpite affermano che era un cimitero di commedianti; gli altri, notando che il muro di cinta conteneva un tempio assai grande, sostengono che era un cimitero di sacerdoti. Quanto a me, io nulla ho a dire contro l’opinione delle guide. Gli Egizii, di cui Roma adottรฒ gli dei , sotterravanoย pomposamente il bue Api. Gli animali potean dunque aver sepoltura nel nobile sobborgo di Pompei. Quanto al popolo di bassa mano, egli giaceva dove poteva, forse nella fossa comune, ยซcominune sepulcrumยป barbarie antica che durรฒ fino a’nostri giorni,ย – forse in quei colombarii pubblici ove si poteva comprare unaย sola nicchia (olla) per la propria urna. Queste nicchie eranoย spesso umili e teneri presenti che si facean fra di loro i poveri …

La sacerdotessa Mamia, quella stessa che aveva eretto il tempio del Genio di Augusto, ebbe anche qui il suo sepolcro, decorato di statue, colonne e sedile ad emiciclo , portante nella spalliera in un sol rigo l’iscrizione:

MAMIAE P. F.SACERDOTI PVBLICAE LOCVS SEPVLTVR DATVS DECVRIONVMDECRETO

Che tradotto:

A Mamia, figlia di Publio, sacerdotessa pubblica, il luogo della sepoltura fu dato per decreto dei decurioni.

(Fonte: Giuseppe Fiorelli. Guida di Pompei 1877)

 

Il testo che segue porta la firma di Ernest Breton ed รจ del 1870.

Le tombeau de Mamia, dรฉcouvert en 1769 est un massif carrรฉ de maรงonnerie reposant sur un stylobate. Chaque cรดtรฉ รฉtait ornรฉ de quatre colonnes cannelรฉes d’ordre corinthien ร  moitiรฉ engagรฉes dans la muraille et formรฉes d’assises de briques; le tout est revรชtu de stuc. C’est dans la face qui regarde la ville que se trouve l’entrรฉe de la chambre sรฉpulcrale entourรฉe de niches ornรฉes de peintures, et ayant au centre un massif carrรฉ destinรฉ ร  porter l’urne de Mamia, qui รฉtait d’argile et renfermรฉe dans une autre de plomb. La partie supรฉrieure du monument,ย n’existe plus, mais on a rctroiivtรฎ des masques de lerre ciiilo qui duronl orner les angles du toit garni sans doute dans toute sa longueur d’ai]tรฉfixes de mรดme matiรจre.ย Autour du tombeau on trouva plusieurs statues d’hommes cl de femmes, de travertin et de marbre que l’on croit avoir servi ร  sa dรฉcoration.ย Ainsi que je l’ai dit. un grand banc scmi-rii-culaire, une e.rcdre (Pl. 38), qui dut avoir une destination analogue ร  celle de l’hรฉmicycle couvert que nous avons dรฉcrit, s’รฉlรจve entre la rue des Tombeaux et le mausolรฉe de Mamia, dont nous n’avons connu le nom que par l’inscription en gros caractรจres qui se lit sur le dossier du banc lui-mรชme:

MAMIAE p. F. SACKRDOTI PVBLICAE LOCVS SEPVLTVRAE DATVS DECVRIONVM DECRETO.

ยซA Mamia, fille de Porcius – prรชtresse publique, lieu de sรฉpulture donnรฉ par dรฉcret des Dรฉcurions.ยป

Le banc en pierres de taille se termine par des grilTes de lion surmontรฉes d’ailes formant les bras du siรจge; son diamรจtre est de 0 mรจtres.ย Entre cet hรฉmicycle et le tombeau รฉtaient seize cippes dont les principaux รฉtaient de marbre et portaient les inscriptions suivantes:

C. VEXERIVS N. ISTACIDIO EPAPHRODITVS ISTACIDIA N. F. CAMPAXOย RVFILLA SACERDย CN. MELISSAEVS PVBLICA ISTAC …ย APER MENOIICI

Ces inscriptions ont รฉtรฉ portรฉes au musรฉe; celle d’Istacidia Rufilla a seule รฉtรฉ remplacรฉe ร  Pompรฉi par une copie. Tombeau de Porcils (Pl. 39), dรฉcouvert le 21 septembre 1769. Le soubassement construit en pierres de taille porte un cippe dont ilย lie reste (sur le noyau foi’inรฉ de petites pierres de tuf mรชlรฉes de scories V()l(‘aiii(iues. On ne tioiiNc pins (ranli’es vesti^c^s de sa dรฉcoration que (|iiel(|U(\s moulures du souhassement assez bien pi’ofilรฉes, des fragments d’arclii lecture ornรฉs de bucrรขnes et plusieui’s tronรงons de colonnes de brรจche. Voici l’inscription trouvรฉe sur ce monument:ย M. PORCI,ย M. EX DEC.ย DECRET. INย FRONTEMย PED. XXVย IN AGRVMย PED. XXV.

Fonte: Ernest Breton. Pompeia dรฉcrite et dessinรฉe. Paris : L. Guรฉrin, 1870, pagina 113.

 

… Telles furent les cรฉrรฉmonies diverses cรฉlรฉbrรฉes ร  la voie des Tombeaux, lโ€™un des plus beaux sites de Pompรฉi. Son emplacement รฉlevรฉ lui valut la prรฉยฌ sence de jolies propriรฉtรฉs appartenant aux habitants du bourg. Ainsi, prรจs de la tombe de Mamia, existe une petite ruelle qui borde une grande villa avec bains oรน furent trouvรฉes de belles peintures reprรฉsentant des satyres, des funambules et des centaures, ainsi que des mosaรฏques … Par la rue de lโ€™Abondance une autre entrรฉe donnait accรจs aux constructions dโ€™Eumachie; on se rendait de ce cรดtรฉ plus directement ร  la schola, lieu oรน sโ€™รฉlevait la statue dโ€™Eumachie. Cโ€™รฉtait lร  que se rรฉunissaient les membres de la corporation des foulons. Dโ€™autres prรชtresses ont laissรฉ leurs noms ร  Pompรฉi: nous connaissons ceux de Holconia, de Lassia et de Mamia, la donatrice du temple de Vespasien, puis celui dโ€™istacidia N. F. Rufilla, dont le cippe funรฉยฌ raire est situรฉ ร  cรดtรฉ du tombeau de Mamia. Comme nous le voyons, le sacerยฌ doce ร  Pompรฉi nโ€™รฉtait pas seulement lโ€™apanage des hommes, et ร  Naples se recrutaient les prรชtresses de Cรฉrรจs, nous dit Cicรฉron. Ces matrones รฉtaient trรจs vรฉnรฉrรฉes et leur grande fortune permettait des largesses, soit pour orner un thรฉรขtre ou donner des jeux ; en รฉchange elles recevaient les honneurs publics. Les grandes associations se mettaient sous leur puissant patronage et on vit les sรฉnateurs dโ€™une v ille dโ€™Italie dรฉcerner ร  une certaine Nummia Valeria, prรชtresse de Vรฉnus, le titre de protectrice de la ville …ย 

Fonte Pierre Gusman, Pompei, la ville les moeurs les arts. ย Paris, Eฬmile Caillard, 1906

Al termine di questa breve carrellata dedicata alla Sacerdotessa Mamia un reportage fotografico di Enrico Derin, che alla sue bellissime foto aggiunge: Io sono Mamia, sacerdotessa pubblica della cittร  e discendente da unโ€™antica famiglia di Pompei. A me il Senato della cittร  dedicรฒ una tomba nellโ€™area pubblica, un grande sedile circolare che porta inciso il mio nome, appena fuori da Porta Ercolano. Fermati, viandante e sappi che io dedicai nel Foro della cittร  un tempio al Genio del grande Augusto!

Le immagini fotografiche sono di

Enrico Derin, il quale scrive: “Io sono Mamia, sacerdotessa pubblica della cittร  e discendente da unโ€™antica famiglia di Pompei. A me il Senato della cittร  dedicรฒ una tomba nellโ€™area pubblica, un grande sedile circolare che porta inciso il mio nome, appena fuori da Porta Ercolano. Fermati, viandante e sappi che io dedicai nel Foro della cittร  un tempio al Genio del grande Augusto!”

Ti potrebbe interessare