Nei diari dei tre soggiorni napoletani dello scrittore inglese George Gissing (1857-1903) il riferimento al Vesuvio è una costante. Che sia relegato nello sfondo, o che vi campeggi in primo piano, il vulcano non è mai, però, elemento decorativo, e la sua “presenza” sembra anzi partecipare del carattere mitico, metafisico, quasi, in cui è iscritto il viaggio nel Sud del Nostro,…
1 Vincenzo Pepe – Il Vesuvio nei diari dei soggiorni napoletani di Gissing – vesuvioweb
2 Vincenzo Pepe – Il Vesuvio nei diari dei soggiorni napoletani di Gissing – vesuvioweb
3 Vincenzo Pepe – Il Vesuvio nei diari dei soggiorni napoletani di Gissing – vesuvioweb
…in generale, e in particolare a Napoli e nel suo circondario, che di questa geografia dell’anima sono come il polo magnetico. “Per caso aveva sentito parlare di Napoli – il romanziere fa dire difatti al suo alter ego Henry Ryecroft – e solo la morte avrebbe potuto trattenerlo”. Ed è forse sempre per questa attrazione magica che Morley Roberts, amico e biografo dello scrittore, arriva a dire del suo biografato “che in qualche precedente incarnazione… doveva essere stato uno scrittore di quel Sud che amava tanto”.