Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae, Neapolis, Siciliae, Sardiniae, Corsicae, Melitae

di Vesuvioweb

“Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae, Neapolis, Siciliae, Sardiniae, Corsicae, Melitae … / digeri atque edi olum coeptus Cura et Studio Joannis Georgii Graevii ; Nunc autem continuatus & ad finem persuetus Cum Praefationibus Petri Burmanni … ; comprehensus voluminibus XLV … “

Autore

Joannes Georgius Graevius, (1632-1703)*

Lugduni Batavorum : excudit Petrus Vander, 1704

Carta Topografica della Campania Felix. Di discreta esecuzione, mostra il territorio antico della Campania con i rilievi montuosi e l’edificio vulcanico in posizione quasi centrale. Vengono segnalati, per quanto attiene il nostro campo d’interesse i due fiumi della piana vesuviana, il Sebeto ed il Sarno; sono segnale alcune isole; toponimi lungo la costa sono solo Herculaneum e Pompei. Scadente la definizione dei profili costieri compreso la baia di Napoli e quella di Pozzuoli e Campi Flegrei.



 

 

 

 

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Bibliografia

https://archive.org/details/A209088117MC/page/n53/mode/2up

 

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Johann Georg Graeve, latinizzato Graevius (Naumburg, 29 gennaio 1632 โ€“ Utrecht, 11 gennaio 1703), รจ stato un filologo classico olandese.
Johann Georg Graeve nacque a Naumburg il 29 gennaio 1632. Nel 1650 si iscrisse all’Universitร  di Lipsia per studiare giurisprudenza; ma un viaggio d’affari, per incarico del padre, lo condusse nei Paesi Bassi, dove si trattenne poi per gli studi umanistici-filologici sotto l’influenza di Johann Friedrich Gronov a Deventer. Ad Amsterdam completรฒ questi studi sotto Alexander Morus e David Blondel; nel 1656 si recรฒ a Duisburg, per occupare la cattedra di eloquenza, ma giร  nel 1658 ritornรฒ a Deventer per succedere al suo maestro Gronov. Si trasferรฌ infine nel 1661 a Utrecht come professore di eloquenza.ย Guglielmo III d’Orange lo aveva nominato storiografo di corte ed educatore del principe; ma una storia di Guglielmo, cominciata da Graeve, rimase incompiuta, giacchรฉ Graeve era piรน abile filologo che storico. D’altronde, nonostante la grande rinomanza di cui godeva (rifiutรฒ l’invito fattogli dalla Repubblica di Venezia di occupare la cattedra dell’archeologo Ottavio Ferrari a Padova), la sua stessa erudizione era piรน copiosa che profonda. Eccettuata un’edizione di Esiodo (Amsterdam 1667), si occupรฒ principalmente dei classici latini: Lucano, Svetonio, Catullo, Tibullo, Properzio, Floro, Giustino, le cui opere egli pubblicรฒ. La sua principale opera filologica รจ costituita dall’edizione delle lettere di Cicerone (6 volumi, Amsterdam 1676-99). Aveva preparato anche alcune vaste raccolte di scritti filologici e storici, secondo il gusto dei tempi: il Thesaurus antiquitatum Romanorum (Utrecht 1694-99, 12 volumi), il Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae (Leida 1704-05, 9 volumi, terminato da Pieter Burman), il Thesaurus antiquitatum et historiarum Siciliae, Sardiniae et Corsicae (Leida 1723-25, 15 volumi). Queste opere sono ancora utili, sostituendo edizioni antiche difficilmente reperibili.

 

 

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