Gianni Lamagna
I Sonetti di Sakespeare in napoletano
Di
Vincenzo Pepe
I sonetti scelti dal Lamagna sono quelli che insistono sul tema dellโamore, dellโamicizia e dellโarte. Ecco il sonetto 29, nel quale mi sembra che Shakespeare li sintetizzi mirabilmente. Lo cito nella sua interezza:
When in disgrace with fortune and menโs eyes
I all alone beweep my outcast state,
And trouble deaf heaven with my bootless cries,
And look upon myself, and curse my fate,
Wishing me like to one more rich in hope,
Featured like him, like him with friends possessed,
Desiring this manโs heart, and that manโs scope,
With what I most enjoy contented least;
Yet in these thoughts my self almost despising,
Haply I think on thee, and then my state,
Like to the lark at break of day arising
From sullen earth, sings at heavenโs gate;
For thy sweet love remembered such wealth brings
That then I scorn to change my state with kings.
[Quando, inviso alla fortuna e agli occhi degli uomini,
Io tutto solo piango il mio stato pietoso,
e affliggo il cielo sordo con le mie vane grida,
e contemplo me stesso e maledico la sorte,
desiderando di essere uno piรน ricco di speranze,
avvenente come lui, e come lui pieno di amici,
invidiando il cuore di questโuomo, e le facoltร di quellโaltro,
niente affatto contento di quel che รจ mio,
ecco che proprio mentre mi disprezzo quasi,
il mio pensiero va a te, e allora muta il mio stato,
e come allodola che spicca il volo al far del giorno
dalla terra brulla, e canta inni alle soglie del cielo,
perchรฉ il dolce amore ricordato mi porta tale ricchezza
che non voglio cambiare il mio stato con quello dei re]
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