Di
Carlo Iandolo
Pillole linguistiche napoletane. Le curiositร nel dialetto napoletano.
… Le vocali atone piรบ stabili nel dialetto partenopeo risultano sia la โaโ (sebbene con suono lievemente ridotto rispetto alla normale pronunzia tonica) che la โuโ; tuttavia questโultima in taluni casi eccezionali assume un suono evanescente, per cui si accosta a quello della vocalina labile come la โeโ atona. Ciรฒ si verifica talvolta
quando cโรจ il trinomio โvocale + l + consonanteโ, per cui โlโ si vocalizza in โuโ e, dopo che sโinterpone il suono di transizione โ-v-โ, essa sโindebolisce. Ess.: โcelsa (arbor = albero alto)โ > *celza > *ceuza > ce-v-uza / ce-ve-eza = gelsa; โaltu-mโ > *autu > a-v-uto / a-v-eto = alto; โcร lidu-m > *caldu-mโ > *cauru > ca-v-uro / ca-vero… Invece in altri casi si ha il normale passaggio al suono pieno di โuโ, senza ulteriori evoluzioni fono-morfologiche: es. โsiliquaโ > diminutivo *sil-i-quella > *sciu-ce-lla > sciuscella = โcarrubaโ…