Nonnaria, Nonaria, Attone, sono un borgo medioevale sepolto dalle lave del Vesuvio

di Vesuvioweb

Di

Aniello Langella

Tutta la ricerca che ruota attorno al toponimo di partenza, Nonnaria o anche Nonaria che si trasforma con il tempo in Novelle, ha dellโ€™incredibile o per lo meno genera un fascino e in interesse irresistibile (almeno per me), in quanto la storia di questi luoghi ci mostrerebbe una novella Ercolano, sepolta chissร  quando dalle eruzioni del Vesuvio e che dormirebbe ancora sepolta al di sotto dei manti lavici, delle pomici e dei grandi flussi di fango resi pietra dal trascorrere dei secoli. Resta il dubbio se si trattasse di un vero e proprio agglomerato urbano oppure, comโ€™รจ piรน ragionevole ritenere, si sia trattato di un borgo o se non un insieme di casolari rurali e di appezzamenti agricoli. Masserie dedite alla vinificazione, alla raccolta delle olive, poderi improntati sulla pastorizia e la coltivazione di ortaggi. Un documento del secolo XI ci apre a considerazioni e argomentazioni piรน chiarificanti. Nel 1012 la localitร  Attone e Nonnaria (come ben si legge in โ€œDa Resina ad Ercolanoโ€ di Mario Carotenuto), vien menzionata in un registro dove un tal Gregorio, presbitero della chiesa di San Giovanni in Corte a Napoli, possedesse un coniolum โ€œโ€ฆin loco qui vocatur Nonnaria, quod est foris flubeum situm ad S. Stephanum qui vocatur ad Actoneโ€ฆโ€.

icona nonnaria

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