Il Vesuvio e l’eruzione del 1779
Di
Aniello Langella
Per alcuni anni non vi furono, forse, manifestazioni importanti del Vesuvio; ma nel 1771 si aprรฌ una fenditura a circa duecento metri dal cratere, da cui usciva lava che percorreva allโincirca lo stesso cammino della precedente eruzione del 1767, causando molti danni ai terreni circostanti.ย Sul cratere sorse un nuovo cono che continuรฒ una modesta attivitร anche nel 1775.ย Ma ecco, nel 1779, unโaltra terribile eruzione, una delle piรน spaventose che si ricordi e che, secondo Palmieri, rappresentava la conclusione del precedente periodo eruttivo.ย Dal cratere si elevava un gran fumo, seguito da proiettili che giungevano a notevole altezza.ย La lava scendeva abbondante, mentre il Monte Somma era coperto di fuoco dovuto ai proiettili emessi dal Vesuvio. Ceneri e fumo oscuravano la luce del giorno, mentre le folgori guizzavano frequenti fra quegli immensi globi di fumo. Poche eruzioni, secondo Palmieri, avevano manifestato una potenza dinamica pari a quella che si sprigionรฒ dal Vesuvio nel 1779, proprio al compimento del XVII secolo dalla sua nascita. Lโaspetto del vulcano variava dal giorno alla notte, per cui i quadri raffiguranti quellโevento terribile sono diversi fra di loro. La figura dร unโidea di come appariva il Vesuvio, di notte, durante quella terribile eruzione, mentre nel cielo, lugubre e oscurato, si scorgeva la luna piena
Domenico Tata. Descrizione del grande Incendio del Vesuvio Successo nel giorno otto del mese di Agosto del corrente anno 1779. Per Vincenzo Mazzola
Aniello Langella – L’eruzione del del Vesuvio nell’anno 1779 – vesuvioweb 2023.pub
Nelle parole che concludono la ricognizione scientifica e vulcanologica, il Tata, vuole sintetizzare lโintento che si cela dietro questo testo.ย Ha degli Amici, cosรฌ li definisce. In attesa di notizie. Vogliono conoscere le fasi di questโevento disastroso e tra queste persone, vi sono i reali e la real corte, la societร ricca e benestante che ruotava attorno agli affari del Palazzo Reale di Napoli. A loro รจ principalmente indirizzata questa relazione, questo testo. Oggi viviamo di comunicazione e la rete, ci tiene informati allโistante su fatti che accadono dallโaltra parte del globo. Il sistema di comunicazione passava nel secolo XVIII, attraverso questa procedura, grazie a queste persone, dotate di spirito di osservazione che oggi chiameremo reporter. Inviati sul posto. Il Tata รจ un reporter di quel secolo e vuole donare ai suoi lettori, le stesse emozioni che egli stesso ha provato, nellโattraversare da ovest ad est laย Pedemontana, da Resina a Ottaviano, ascendendo al gran cono per un breve tratto, ma percorrendo, con tanti rischi lโAtrio del Cavallo, ascendendo al Somma e raggiungendo poi le campagne del versante orientale. Si potrebbero tracciare su una mappatura, i punti e le strade che egli percorse. Oggi ci resta un testo interessantissimo che documenta in maniera precisa e personale i fenomeni eruttivi, le fasi parossistiche e lโevoluzione anche morfologica dei luoghi visitati. Da agosto a dicembre lโeruzione si spense lentamente, probabilmente con emissioni di fumi, di gas, con qualche esplosione e di certo con terremoti e sono proprio questi segni, che il Tata riconosce come prodromi di una nuova eruzione. Non si sbagliava. Pochi anni dopo il Vesuvio ritornรฒ a ruggire.